La legalità, questa sconosciuta.
A parte il Prefetto e che ha dimostrato grande sensibilità, assieme al sindaco di Centuripe che ha preso una forte posizione contro questi gravi fatti e alcune importanti istituzioni sindacali come la Funzione Pubblica della Cgil , pochi a livello provinciale si stanno mobilitando per quanto di grave è accaduto a Centuripe stessa nei giorni scorsi. Eppure la questione è grave. Si parla, difatti, di lotta alla criminalità, ma di fatto quasi nulla viene intrapreso per arginare deteterminati atti. Ci riferiamo alle scritte con minacce di morte apparse nei giorni scorsi in un muro della nota cittadina ai confini con la provincia di Catania, ai danni del comandante della Stazione dei Carabinieri, il maresciallo Antonio Isaia e l’imprenditore Placido Cambria. Si ritiene che le minacce di morte siano una ritorsione verso i Carabinieri, per aver condotto e portato a termine brillantemente alcune indagini in merito allo spaccio di sostanze stupefacenti. Va ricordato che la mafia, trae linfa vitale da questi proventi, quindi non bisogna sottovalutare le minacce, per adesso, limitate a delle semplici scritte. Per Cambria, invece, le minacce potrebbero essere una rappresaglia per aver denunciato nel 2023 l’incendio doloso di un suo automezzo. Sono fatti di una gravità inaudita che riportano alla tristezza degli anni novanta e la Società Civile deve stringersi forte attorno a questi uomini coraggiosi, non dimenticando che, come diceva Peppino Impastato, “La mafia è una montagna di merda” e come tale deve essere trattata. E la reazione della gente c’è stata subito: la Funzione Pubblica della Cgil si è subito mobilitata per mezzo del suo segretario provinciale Alfredo Schilirò che ha subito manifestato la solidarietà del Sindacato ai due uomini minacciati. “Il sindacato è uno dei primi baluardi di legalità in una società – ha detto Schilirò – perchè difende i diritti e combatte i soprusi. Per questo motivo non possiamo non essere non solo solidali ma a fianco dei due nostri concittadini, di cui uno è il rappresentate sul territorio dello Stato e l’altro del lavoro perche se non ci fossero le imprese ma quelle che operano nella legalità e rispettano le leggi, non ci sarebbero neanche lavoratori. E Come Funzione Pubblica chiediamo alle istituzioni un maggiore impegno per tutelare i lavoratori delle forze di polizia e le piccole imprese che rappresentano il tessuto sociale nel nostro territorio. Quello che hanno subito Carambia e Isaia è di una gravità e pericolosità inaudita”. Altre importanti associazioni si sono, inoltre mobilitate, la Confartigianato e la Federazione Antiracket, oltre che il Partito Democratico a livello locale. Ma è poco! Si rende necessario che si mobilitino tutte le Associazioni e i Partiti della Provincia di Enna. Ora più che mai questi uomini non vanno lasciati soli. “Esorto – ha concluso Schilirò-ad una importante partecipazione in termini numerici per dimostrare che non ci si lascia intimidire da atti ignobili come questi” Mario Antonio Filippo Pio Pagaria

