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Alla Scoperta dell’Ennese: La presa di Quasr Ianni l’antica Enna – di Gaetano Cantaro

La presa di Quasr Ianni l’antica Enna. Nell’anno 1088, il Gran Conte di Sicilia, Ruggero D’Altavilla il Normanno, dopo anni di assedio, innalzava il suo gonfalone rosso nelle pendici settentrionali di Enna e stringeva un patto di sangue con il suo nemico storico, Ibn Hamud, Emiro arabo della Città di Castrogiovanni, il quale consegnava pacificamente le chiavi dell’ultima roccaforte islamica di Sicilia. La reciproca stima tra i due nobili e valorosi guerrieri divenne profonda amicizia e condivisione di valori, tanto che Ibn Hamud si convertì al cristianesimo e venne battezzato con padrino lo stesso Gran Conte di Sicilia, prendendo il nome del suo nemico/amico, così appellandosi Ruggero il Camuto (oggi Kamuth). A ricordo del memorabile evento, nel luogo del battesimo, in prossimità di un’antica torre di guardia, venne eretta una chiesetta, all’interno della quale, almeno fino al 1842, v’era un prezioso affresco risalente al XV secolo, raffigurante il battesimo di Kamuth. Queste grandi pietre, poste una sull’altra in tempi lontani da gente desiderosa di tramandare ai posteri la memoria di quegli epici avvenimenti che avrebbero cambiato la storia della Sicilia e dell’Occidente Cristiano, giacciono oggi riverse, oltraggiate dal tempo e dall’incuria degli uomini. Eppure, chi ha l’ardire di avventurarsi tra questi rovi, a mezzogiorno, potrà udire la campana del Duomo ennese, i cui rintocchi fermano magicamente il tempo e lo riportano al favoloso passato quando Principi, Regine, Re ed Imperatori si avviavano verso la desiderata Enna, l’Urbs Inexpugnabilis. (Nella foto il battesimo di Kamut di Francesco Sciortino – sala Cerere Enna).
Gaetano Cantaro

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