Al museo MAGMA di Librino Fondazione Fiumara d’Arte nasce una nuova opera: “La Porta di Pegaso”
Il 13 ottobre, alle 10:00, l’inaugurazione dell’installazione realizzata da Antonello Bonanno Conti e dai 5 mila bambini del quartiere insieme ai genitori nell’ambito dei laboratori didattici. Sarà presente la poetessa e scrittrice Maria Attanasio, che ha donato alcuni suoi versi all’opera
A Librino la bellezza continua a prendere forma con “Pegaso – Il Cavallo alato”, con un’ulteriore opera dell’artista Antonello Bonanno Conti, che arricchisce il Museo di arte contemporanea MAGMA, nell’ambito della Triennale della contemporaneità, promossa dalla Regione siciliana, donata alla comunità dalla Fondazione Antonio Presti – Fiumara d’Arte. L’inaugurazione si svolgerà martedì 13 ottobre, alle ore 10.00, nello slargo antistante l’Istituto comprensivo Campanella Sturzo, viale Bummacaro, 6, alla presenza delle istituzioni e di tutte le scuole e associazioni del quartiere. Protagonisti della giornata saranno cinquemila bambini e mamme di Librino, insieme alla poetessa e scrittrice Maria Attanasio, da tempo coinvolta nel percorso culturale ed educativo promosso dalla Fondazione.
Attorno alla scultura del Cavallo Alato troveranno posto cinquemila manufatti, collocati lungo la nuova installazione che prenderà il nome di “La Porta di Pegaso”. Le opere custodiscono i pensieri, i desideri e i sogni dei bambini e sono state realizzate insieme alle loro mamme attraverso un grande percorso partecipativo che ha coinvolto tutte le scuole di Librino. Cinquemila frammenti di vita e di futuro daranno forma a un’unica narrazione collettiva, affidando alla materia le parole più autentiche del quartiere.
Passando davanti al Cavallo alato, i bambini vedranno il cielo posarsi sull’acciaio, le nuvole attraversarne il corpo e la luce scorrere sulle sue grandi ali. Accanto, ritroveranno i propri pensieri custoditi nelle mattonelle: parole nate tra i banchi di scuola, dopo un anno di laboratori, e nel dialogo con le mamme, destinate a diventare patrimonio comune. Pegaso e i cinquemila manufatti in terracotta daranno così forma a un’unica grande opera corale, nella quale la bellezza nasce dall’ascolto e il sogno individuale diventa coscienza collettiva.
Con Pegaso, la nuova opera entra nel percorso di MAGMA, il Museo a cielo aperto che da trent’anni trasforma strade, muri e spazi urbani di Librino in luoghi d’arte, partecipazione e identità collettiva. L’inaugurazione non rappresenterà soltanto la presentazione di una scultura, ma il momento culminante di un processo condiviso che ha coinvolto artisti, scuole, bambini, insegnanti e famiglie.
«Ogni comunità ha bisogno di nutrimento materiale, ma nessun essere umano può vivere senza il nutrimento dell’anima – dichiara Antonio Presti –. Il cavallo, in particolare a Catania, appartiene anche ad una cultura popolare, che va dalle corse clandestine dei cavalli al loro sfruttamento, dalle stalle abusive fino e a ritrovarsi le macellerie di via Plebiscito, dove i catanesi si riuniscono per mangiare la carne o le polpette di carne equina. L’arte ha il dovere di andare oltre questa visione e di restituire nuovi significati: il cavallo non è soltanto materia da consumare o forza da piegare, ma una creatura nobile, simbolo di bellezza, libertà ed elevazione morale. A Librino abbiamo liberato il cavallo dal peso del calesse e oggi, donandogli le ali, vogliamo affidargli i sogni dei bambini e delle mamme del quartiere. Quando i bambini passeranno davanti a Pegaso, non vedranno soltanto una scultura, ma la possibilità di diventare ciò che ancora non sanno di poter essere. Nei loro occhi quel cavallo comincerà davvero a volare. In un tempo dominato dagli algoritmi, che pretendono di prevedere desideri, comportamenti e perfino il futuro, l’arte restituisce all’essere umano ciò che nessun calcolo potrà mai determinare: la libertà di immaginare l’invisibile. Finché ci sarà un bambino capace di alzare gli occhi verso Pegaso e sognare, l’umano continuerà a essere più grande di qualsiasi algoritmo. Noi figli di Librino vogliamo togliere il calesse al nostro cavallo e mettere le ali al sogno del sognare. Non vogliamo più vedere solo polpette ma vogliamo vedere i sogni. Questi sono i bambini di Librino».
Maria Attanasio dona una poesia a Librino
La parola poetica accompagnerà l’inaugurazione attraverso la presenza della scrittrice Maria Attanasio, che consegnerà a Librino una poesia pensata come dono per il quartiere e per i suoi bambini. I versi entreranno simbolicamente nell’opera, intrecciandosi con il suo significato e offrendo una voce al volo di Pegaso.
«La poesia, come il cavallo alato, nasce quando la realtà non basta più e la parola cerca un varco verso ciò che ancora non è visibile – afferma Maria Attanasio –. Consegnare una poesia a Librino significa affidarla ai bambini, alle mamme e alle persone che abitano questo quartiere, perché possa diventare una piccola dimora condivisa. Le parole non cancellano le difficoltà, ma possono dare loro un senso, aprire possibilità e insegnare a sognare. Vorrei che questi versi accompagnassero il volo di Pegaso e ricordassero a ogni bambino che anche dentro di lui esistono ali capaci di condurlo verso mete da scoprire».
Un cavallo che riflette il cielo e i volti del quartiere
«Pegaso nasce da un lungo e complesso percorso creativo, iniziato tre anni fa- commenta Antonello Bonanno Conti-. La sua forma ha preso vita attraverso pannelli di cartone, telai in legno e reti metalliche. Alla fase di modellazione è seguita la costruzione della struttura portante, successivamente rivestita con sottilissime lastre di acciaio inox specchiante, spesse appena 0,8 millimetri. Ogni elemento è stato lavorato e assemblato a mano utilizzando decine di migliaia di rivetti, senza ricorrere alla saldatura. È stato un lavoro minuzioso, quasi certosino, che ha richiesto progettazione, precisione, forza fisica e una dedizione assoluta. La superficie riflettente -continua – rappresenta uno degli aspetti più suggestivi dell’opera: nell’arco della giornata il Cavallo Alato cambierà continuamente aspetto, accogliendo sulla propria pelle il cielo, le nuvole, la luce dell’alba e i colori del tramonto. Ho immaginato una scultura di luce, capace di riflettere la bellezza dell’immenso e di apparire come una presenza viva. Un’opera nella quale Librino possa guardarsi, riconoscersi e immaginarsi. Le ali protese verso il cielo – conclue – vogliono invitare ogni bambino a domandarsi fino a dove possa arrivare il proprio sogno».
Le mamme di Librino hanno visto quest’opera prendere forma insieme ai loro figli. Ogni giorno il cavallo cambiava e i bambini aspettavano con entusiasmo di scoprirne un nuovo particolare. Oggi sentiamo che Pegaso appartiene anche alle nostre famiglie, perché racchiude i loro pensieri, le loro domande e la loro voglia di futuro. Desideriamo che i nostri figli crescano sapendo che Librino è un luogo capace di generare cultura e bellezza.
MAGMA, un museo costruito insieme alla comunità
Con Pegaso continua a crescere MAGMA, il grande museo senza mura ideato da Antonio Presti, nel quale da trent’anni l’arte contemporanea dialoga con la vita quotidiana degli abitanti. Un progetto di rigenerazione urbana, sociale e culturale che non si limita a trasformare gli spazi pubblici, ma coinvolge la comunità, rafforza il senso di appartenenza e restituisce al quartiere una nuova narrazione fondata sulla bellezza e sulla partecipazione. Il percorso ha già donato a Librino opere divenute patrimonio collettivo: la Porta della Bellezza, realizzata con il coinvolgimento degli abitanti e impreziosita da migliaia di formelle in terracotta; la Porta delle Farfalle, simbolo di trasformazione e rinascita; la Porta della Conoscenza, dedicata al sapere come strumento di emancipazione; e la monumentale Porta dei Sogni, espressione della visione educativa della Fondazione. Opere che hanno trasformato luoghi di passaggio in spazi di relazione, memoria e futuro.
«I nostri bambini hanno visto Pegaso nascere e crescere davanti ai loro occhi – afferma la dirigente scolastica Graziella Orto –. Hanno scoperto che dietro un’opera monumentale ci sono studio, tecnica, pazienza e migliaia di gesti compiuti con cura. La scuola deve trasmettere conoscenze, ma deve anche accendere l’immaginazione e aiutare ogni alunno a riconoscere le proprie possibilità».
Scuole coinvolte
I.C. Campanella Sturzo, I.C. Brancati, I.C. Dusmet, I.C. San Giorgio, I.C. Rita Atria, I.O. Musco, I.O. Pestalozzi, Istituto Educativo Assistenziale Mary Poppins e Fondazione Cirino La Rosa E.T.S.
Note biografiche – Maestro Antonello Bonanno Conti
Antonello Bonanno Conti, nato a Capizzi e attivo a Messina, è un artista contemporaneo siciliano capace di attraversare con originalità i linguaggi della pittura, della scultura e del design. Il suo percorso espositivo prende avvio nel 1996 con una mostra personale alla Galleria Il Bagatto di Milazzo e si sviluppa negli anni attraverso esposizioni, installazioni, scenografie e interventi di arredo urbano.
Al centro della sua ricerca emerge un confronto costante con l’uomo contemporaneo, con le sue inquietudini, fragilità e contraddizioni. Nei suoi lavori ricorrono figure sospese e manichini dai volti enigmatici, attraversati da una profonda malinconia. Il colore, acceso e materico, viene applicato su supporti differenti – dalla tela al legno, dalla lastra fotografica all’alluminio – diventando strumento espressivo e terreno di dialogo tra interiorità personale e realtà sociale.
Una parte significativa della sua produzione affonda le radici nel Mediterraneo e nell’universo del mito. Medusa, Penelope, i guerrieri troiani, gli elmi greci e il cavallo di Troia vengono reinterpretati attraverso forme stilizzate e contemporanee. Il mito non è una semplice rievocazione del passato, ma una chiave per leggere il presente e interrogarsi sull’identità, sulla memoria e sul destino dell’uomo.
Artista eclettico e dalla creatività multiforme, Bonanno Conti ha realizzato anche opere pubbliche, tra cui monumenti dedicati alla memoria e ai caduti, pannelli in ceramica, scenografie teatrali e gruppi scultorei. La sua ricerca è stata accostata, pur conservando una fisionomia autonoma, alla Transavanguardia e al Neoespressionismo. Nel suo linguaggio rimane centrale il rapporto con la Sicilia e, in particolare, con l’identità visiva e culturale di Messina.
Tra le opere più rappresentative della sua produzione scultorea figura “Il Cavallo Eretico”, lavoro monumentale legato all’esperienza dell’Atelier sul Mare: una figura simbolica che richiama il mito mediterraneo e, nello stesso tempo, la libertà del pensiero, la ribellione alle convenzioni e la forza trasformativa dell’arte.
La produzione di Antonello Bonanno Conti costruisce così un ponte tra memoria e contemporaneità, racconto individuale e coscienza collettiva. Le sue opere non si limitano a essere osservate, ma invitano lo spettatore a entrare in un dialogo aperto, nel quale ogni immagine può generare nuove interpretazioni e nuovi significati.


