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  • Agricoltura

Agrumicoltura, partito il progetto A.C.Q.U.A. 2

Riccardo Dicembre 23, 2021 5 minuti letti

Agrumicoltura, partito il progetto A.C.Q.U.A. 2

Le imprese del Distretto Agrumi affiancate dal DICAR- UNICT alle prese, in campo, con le più recenti strategie sostenibili ed efficienti, contro gli sprechi, per una migliore gestione e qualità delle risorse idriche

Catania, 23 dicembre 2021 – Ufficialmente partito con il volo del drone che monitorerà il campo irriguo dell’azienda sperimentale Palazzelli del CREA-OFA, a Lentini, tra Catania e Siracusa, il progetto A.C.Q.U.A. 2 (Agrumicoltura Consapevole della Qualità ed Uso dell’Acqua) è promosso dal Distretto Agrumi di Sicilia e dal Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura (Dicar) dell’Università di Catania, con il contributo non condizionato di The Coca-Cola Foundation.
Forte dei risultati raggiunti nella prima edizione, conclusa ad ottobre del 2020, A.C.Q.U.A. 2 guarda avanti e punta dritto ai programmi europei del Green Deal e Farm to Fork e all’attuazione del Piano nazionale di resistenza e resilienza (PNRR), che sulla sostenibilità della produzione, filiera agricola, digitalizzazione per una ottimale gestione delle colture, dedicherà uno specifico capitolo di spesa.
“Continuiamo ad affrontare il tema della risorsa idrica sotto l’aspetto aziendale, individuando con i produttori strategie sostenibili ed efficienti, capaci di migliorare le tecniche, anche attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie che aiutino a ridurre sensibilmente i consumi dell’acqua”, ha esordito la presidente del Distretto produttivo Agrumi di Sicilia, Federica Argentati, nel corso della presentazione alla quale hanno partecipato produttori, ricercatori, presidenti di Consorzi di Tutela, rappresentanti di categoria. “Non risolveremo certo i problemi strutturali e infrastrutturali della rete idrica siciliana, che pur dovrebbero davvero essere affrontati in maniera efficace dalle istituzioni – ha aggiunto – o l’impatto del cambiamento climatico in atto, ma riusciremo a dare informazioni utili per le aziende”.
Così, A.C.Q.U.A. 2 nasce con l’obiettivo proprio di aiutare gli imprenditori nella scelta e nell’uso dei sistemi di supporto all’irrigazione, e di nuove tecnologie anche digitali, ad esempio WebGIS e Blochchain.
L’agricoltura irrigua rappresenta, infatti, il settore con il maggiore consumo idrico, a fronte di livelli di efficienza relativamente bassi. Un aspetto già emerso nei risultati della prima edizione del progetto A.C.Q.U.A. che si è concentrato essenzialmente su un’attività di mappatura dell’uso e della qualità dell’acqua, ma che ha evidenziato, allo stesso tempo, l’opportunità per gli oltre 110 imprenditori, coinvolti direttamente nel progetto, di adottare tecniche e strumenti innovativi.
Il progetto prevede, innanzitutto, l’installazione in via sperimentale di diverse tipologie di sensori di campo, con caratteristiche diverse, per la gestione efficiente dell’irrigazione, che saranno monitorati dal Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura su alcuni siti pilota, a loro volta diversi per caratteristiche climatiche, culturali, pedologiche della Sicilia agrumetata di qualità. L’agrumeto dell’azienda sperimentale del CREA OFA già dotato, nella precedente edizione del progetto di impianti pilota d’irrigazione, sarà anch’esso dotato di sensori e di utilizzo dei droni che forniranno informazioni di supporto alla attività di confronto delle prestazioni dei diversi sistemi irrigui implementati.
“Saranno condotte campagne di telerilevamento aereo tramite droni, ripetute nel tempo – ha spiegato Antonio Cancelliere, Ordinario di Costruzioni Idrauliche, Marittime e Idrologia al Dicar e responsabile scientifico del progetto – in corrispondenza dei siti pilota. Ma, soprattutto, combineremo le immagini rilevate con strumentazioni installate a terra. Questo ci consentirà di verificare lo stato di salute delle piante e migliorare la stima dello stress idrico, intervenendo sugli sprechi. Verranno elaborate linee guida d’indirizzo sulla migliore sensoristica da utilizzare in campo rispetto alle diverse condizioni pedoclimatiche del territorio di riferimento e che verranno, con l’aiuto del Distretto Agrumi, veicolate alla filiera agrumicola”.
L’attività non è esclusivamente di ricerca ma bensì sarà basata su tecnologie disponibili con finalità dimostrative e di divulgazione anche attraverso appositi incontri con gli imprenditori della filiera. L’adozione di sensoristica e di sistemi di supporto alla definizione di modalità di irrigazione più efficienti, rappresentano senz’altro una delle opportunità più importanti che la filiera dovrà trovarsi pronta a cogliere nel prossimo futuro. Oltre ai droni, ai sensori, sarà anche implementata la piattaforma blockchain.
“La piattaforma blockchain – ha proseguito la presidente Argentati – nata come output del progetto Social Farming 3 e già messa a disposizione dal Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia alle aziende associate sarà utilizzata anche per il tracciamento dei fattori di uso sostenibile della risorsa idrica. Un’attività congiunta che metta a fattor comune le competenze scientifiche e tecniche dell’Università di Catania e il Know-how del Distretto per supportare le aziende della filiera e per farle partecipare attivamente dal basso alla definizione di percorsi e procedure innovative ma orami non più procrastinabili. In definitiva l’obiettivo del progetto è definire linee guida e procedure standard condivise sulla scelta della tecnologia più adeguata, sull’utilizzo della piattaforma blockchain che serva oltre che per la tracciabilità delle produzioni anche per una gestione etica delle risorse naturali tra le quali l’acqua, aspetto verso il quale i consumatori finali sono sempre più attenti”. La piattaforma WebGIS, creata nel progetto A.C.Q.U.A., verrà, infine, aggiornata con ulteriori informazioni riguardanti soprattutto l’installazione preesistente di strumenti avanzati per la gestione dell’irrigazione.

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Riccardo

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