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AGRUMI/Distretto di Sicilia: dai microfoni di Radio 1 Rai la Argentati sollecita al neo ministro Patuanelli attenzione all’agrumicoltura italiana e alle sue produzioni d’eccellenza DOP, IGP e bio

AGRUMI/Distretto di Sicilia: dai microfoni di Radio 1 Rai la Argentati sollecita al neo ministro Patuanelli attenzione all’agrumicoltura italiana e alle sue produzioni d’eccellenza DOP, IGP e bio

CATANIA, 23 febbraio 2021 – Con un appello al nuovo ministro delle politiche agricole, Stefano Patuanelli, perché attenzioni la filiera agrumicola italiana e le sue eccellenze, Federica Argentati, presidente del Distretto Agrumi di Sicilia, è intervenuta stamani su Sportello Italia, programma di Rai Radio1

“L’Italia – ha detto la Argentati – ha bisogno urgente del catasto agrumicolo nazionale: senza questo strumento e del relativo Piano non possiamo programmare la commercializzazione, soprattutto sui mercati esteri, delle nostre eccellenze: a cominciare dalle DOP e IGP di Sicilia, Campania, Calabria e Puglia”.

Nel corso dell’intervista, la Argentati – da dieci anni alla guida del Distretto Agrumi di Sicilia, macrosistema che riunisce l’intera filiera della maggiore regione agrumetata d’Italia (60% della produzione italiana) – partendo dall’esperienza positiva della Sicilia, che è riuscita ad aggregare l’intera filiera, ha posto l’accento sull’importanza di valorizzare sui mercati italiani ed esteri le produzioni DOP, IGP e bio degli agrumi italiani, colture diffuse nel sud Italia.

“Serve programmazione – ha spiegato la Argentati ai microfoni di Rai Radio 1 – per lavorare come sistema Italia e diventare competitivi all’estero. Dobbiamo conoscere cosa e quanto abbiamo. In Sicilia, ad esempio, territorio che per forza di cose conosco meglio, il catasto agrumicolo andrebbe rinnovato perché negli ultimi dieci anni ci sono stati molti cambiamenti: da un lato l’abbandono per mancato reddito o per danni legati al virus tristeza; dall’altro molti reimpianti grazie alle misure per contrastare il parassita. Per questo mi appello al ministro Patuanelli perché presti attenzione all’agrumicoltura, comparto che solo in Sicilia impiega circa 32.000 lavoratori e che, con le sue produzioni DOP, IGP e bio rappresenta una delle eccellenze della biodiversità in Italia la cui tracciabilità di filiera è garanzia di qualità e genuinità per il consumatore e premia l’impegno etico dei produttori i quali, per ottenere il bollino dei consorzi di tutela, devono superare rigorosi sistemi di controllo”.

DISTRETTO PRODUTTIVO AGRUMI DI SICILIA. E’ una libera aggregazione di imprese con l’obiettivo di riunire e valorizzare, con il brand Sicilia, tutte le tipologie di agrumi di qualità, freschi e trasformati, prodotti nell’isola e di poter, quindi, elaborare e condividere strategie comuni a sostegno dell’intera filiera agrumicola siciliana in termini di produzione, commercializzazione e trasformazione in Italia ed all’estero. Il nuovo Patto di sviluppo del Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia – “documento programmatico triennale, che evidenzia le azioni che il distretto propone di attuare per lo sviluppo della propria realtà produttiva”, è stato condiviso e sottoscritto da 53 imprese della filiera agrumicola siciliana (singole e associate, OP, Consorzi di tutela Dop e Igp, etc.), che hanno aderito al Distretto in qualità di soci del Consorzio di Distretto, e da 32 enti (Enti Locali e Territoriali, Istituzioni pubbliche, Enti di ricerca, rappresentanze agricole, etc.) in qualità di partner del Distretto. Sito web: www.distrettoagrumidisicilia.it

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