Aeroporto nell’ennese. Capizzi ai Sindaci ” Partiamo insieme e lavoriamo per il decollo”
Per l’assemblea dei Sindaci il progetto va sostenuto non solo per il territorio ennese ma per tutta la Sicilia
La realizzazione di un aeroporto nel territorio ennese è fantapolitica oppure può veramente rivelarsi la soluzione per lo sviluppo non solo del territorio ennese ma dell’intera Isola? Con questo incipit il presidente del Libero Consorzio Comunale di Enna, Piero Capizzi, ha invitato i Sindaci riuniti questa mattina in assemblea ad aprire un dibattito sollecitato dall’ennesimo blocco dell’aeroporto Fontanarossa dei voli da e per Catania a causa dell’attività eruttiva dell’Etna. E’ stato un momento di confronto che ha permesso di avviare un ragionamento serio e concreto partendo da tre elementi fondamentali. La criticità dell’aeroporto di Fontanarossa, costruito all’interno della Città, quindi senza alcuna possibilità di espandersi, e sotto l’Etna, la centralità geografica dell’area interna della Sicilia oggi al centro di un rilancio infrastrutturale e la presenza di un progetto accademico di fattibilità ideato dall’Università Kore che individua nell’area tra Catenanuova e Centuripe uno scalo aeroportuale internazionale nel centro del Mediterraneo. Il progetto che aveva trovato allora degli investitori cinesi e che non decollò probabilmente anche per interessi di politica internazionale rimasto nel cassetto dal 2000 a firma del professore Tesoriere, già preside della Facoltà di Ingegneria oggi non solo è stato rispolverato ma è ritornato estremamente utile un punto fermo da cui ripartire. Progetto che come ha sottolineato il Presidente Capizzi è stato già inserito allora nella Pianificazione territoriale provinciale rispondendo ai requisiti di sostenibilità ambientale ed economica. Un hub collegato con Catania con non solo una pista internazionale ma anche un hangar per l’attività di manutenzione dei velivoli, sarebbe l’unico in Italia attualmente, infatti, presenti solo a Parigi e a Berlino. Caratteristiche queste confermate dallo stesso relatore del Piano di pianificazione territoriale, l’architetto Antonio Liga presente all’Asssemblea che ha aggiunto come il progetto che si estende in un’ area di 12 chilometri quadrati ha oggi una forte interconnessione con la rete ferroviaria e una sua sostenibilità economica ed ambientale. Unanime è stata la posizione dei Sindaci pur con qualche distinguo. Per il Sindaco di Centuripe La Spina occorre pensare ad un aeroporto di supporto e non alternativo a Fontanarossa mentre per l’onorevole Stefania Marino, in veste anche di vice sindaco del capoluogo bisogna progettare in grande e a lavorare ad un grande aeroporto dell’area del Mediterraneo capace di sostenere un numero sempre crescente di viaggiatori, operare una scelta politica per dare servizi al territorio e alla Sicilia. Il Sindaco di Barrafranca Monaco ha ricordato che esiste la legge 4 del 2003 che individua l’area per la realizzazione dell’aeroporto, norma che non è stata abrogata e da cui si deve ripartire. Per il Sindaco di Piazza Armerina, Cammarata l’Etna ci ha servito la cenere in un piatto d’argento esistono le condizioni per lavorare a questo progetto. “Fontanarossa ha le sue criticità lo stesso ministro Musumeci lo ha confermato che il problema non è il vulcano ma dove è stato costruito l’aeroporto”. Quale esponente del Governo Regionale l’assessore all’Energia Francesco Colianni , cha ha sposato a pieno il progetto della Kore, ha lanciato una sfida “un aeroporto internazionale che possa accogliere 40 milioni di passeggeri. La cenere è una grande opportunità occorrono investimenti pubblici e privati. Serve una regia penso ad un consorzio con dentro i sindaci e personalità di spessore che portino avanti il progetto”. Proposta accolta dall’assemblea con in testa il Presidente che ha anche ribadito la necessità di coinvolgere tutte le forze politiche nazionali e regionali e di avviare una interlocuzione con la Città Metropolitana di Catania. ” Dal confronto di oggi – ha concluso Capizzi- mi sono convinto che l’idea è coinvolgente e non è poi fantapolitica”.


