PERCHÉ PAPA FRANCESCO NON È MAI TORNATO IN ARGENTINA DURANTE IL SUO PONTIFICATO?
Andiamo avanti nel nostro cammino verso la concretizzazione dell’Associazione “Amici di Franciscus” e siamo pronti a recarci presso un notaio di Firenze per rogare l’atto di costituzione. Intanto il compianto grande Papa venuto dall’altra parte del mondo ha messo nel nostro cammino una persona molto importante che sicuramente sarà fondamentale per continuare a diffondere il desiderio di chiedere allo Spirito Santo di illuminare la sua Chiesa affinché si possa iniziare il suo processo di beatificazione. La persona di cui parliamo è sorella Angele Rachel Bilegue, che ha conosciuto personalmente il Papa argentino e lo ha frequentato. Sorella Angela, non fa parte della Associazione ed è consacrata nell’Ordo Virginum della Diocesi di Roma, ed è psicologa e scrittrice. Ha insegnato filosofia e teologia morale presso diverse università pontificie, tra cui l’Antonianum, la Gregoriana e l’Urbaniana. Ha conseguito il dottorato di ricerca in filosofia e in teologia, una laurea magistrale in psicologia ed è abilitata all’esercizio della professione di psicologa. Si occupa di ricerca nell’ambito dell’etica dell’intelligenza artificiale ed è autrice del codice etico “Homo actor” – L’uomo autore dell’intelligenza artificiale. “Molte persone – dice – si chiedono perché Papa Francesco non sia mai tornato nella sua Argentina durante il pontificato. Un giorno, parlando con lui, gli dissi: ‘Sono rimasta molto colpita dalla tua storia. Sei arrivato al Conclave con una piccola valigia e, dopo essere stato eletto Papa, non sei nemmeno tornato a prendere le altre valigie’. Mi raccontò che amava profondamente la sua città, Buenos Aires, e che aveva già immaginato il proprio futuro e una volta raggiunta la pensione, sarebbe rimasto lì, nella sua città, tra la sua gente. Ma Dio aveva altri progetti per lui. Lo aveva chiamato a Roma per servire la Chiesa universale e lui aveva accolto questa chiamata come un’offerta della propria vita” . Perché Bergoglio non volle mai tornare a Buenos Aires? Per lui fu una scelta convinta e dolorosa nello stesso tempo. Volle rinunciare alla possibilità di tornare nella sua terra, nella sua città e tra la sua gente, per dedicarsi interamente alla missione che gli era stata affidata ed oggi, il suo successore, Papa Leone XIV, si recherà in Argentina. Francesco, invece, ha vissuto il suo pontificato senza tornare nella sua amata Buenos Aires. “Credo – riprende sorella Angela- che questa sia una delle forme più profonde di donazione, mettere da parte i propri progetti personali per rispondere fino in fondo a una chiamata. È una testimonianza che porto nel cuore”. La consacrata è figlia spirituale e amica di Papa Francesco. La loro relazione è nata nel 2020, attraverso una lettera. Il Santo Padre la chiamò personalmente al telefono e da allora nacque un rapporto di confidenza e fiducia reciproca, fatto di incontri personali, colloqui, lettere e telefonate. “Anche dopo la sua morte – aggiunge – sento che questo legame continua nella comunione dei santi. Nei giorni successivi alla sua scomparsa, chiesi nella preghiera la grazia di poter stare ancora con lui: incontrai un sacerdote che mi accompagnò a Santa Marta, dove sostai per cinque ore davanti al suo corpo. Ancora oggi, ogni mattina, dopo la Messa, mi fermo davanti alla sua tomba per continuare il nostro dialogo affettuoso, nella comunione dei santi”. E sorella Angela, organizza due volte l’anno dei convegni per ricordare la figura del Papa argentino e il suo desiderio, che poi è il desiderio di tutti noi , se Dio lo permetterà, è quello di vederlo innalzato alla gloria degli altari. E noi ti aiuteremo cara sorella Angela e porteremo avanti insieme a te le opere di misericordia, e ci batteremo per realizzare quella Chiesa “Ospedale da campo” che lui voleva, e accoglieremo i poveri, e divideremo il nostro tetto con i migranti, rifuggendo da ogni proposito di remigrazione perché Cristo è presente soprattutto in loro, perché Il Vangelo, la Parola, è perdono incondizionato e non innalzamento di barriere o propaganda dell’odio. Mario Antonio Filippo Pio Pagaria

