Tante chiese antiche. Duomo. San Giovanni. San Leonardo. San Leone. San Paolo. San Marco. San Bartolomeo. Sant’Agostino. Spirito Santo. Addolorata. San Tommaso. San Cataldo. San Biagio. San Pietro. San Michele. San Giuseppe. SS. Salvatore. Anime Sante. Carmine. Santa Teresa. Santa Maria del Popolo. Santa Maria La Nuova. San Francesco d’Assisi. San Francesco di Paola. Cappuccini al Cimitero (S. Paolino). Sacra Famiglia (Canossiane). Maria SS. della Passione. Papardura. Valverde. Enna alta possiede gioielli unici che custodiscono ingenti tesori di arte sacra. Ogni quartiere trova la propria storia all’interno di piccole o grandi chiese che è impossibile tenere aperte per i turisti ogni giorno, dall’alba al tramonto. Di contro, molti anziani dall’alba al tramonto trascorrono le giornate custodendo nel silenzio della solitudine la storia della nostra città che rischia di sprofondare nell’oblio dei tempi moderni centrifugati da una corsa frenetica verso un futuro incerto per i giovani ennesi. Quali prospettive per una città antica come Enna? Se si reinventasse un’economia circolare a partire dagli anziani e dalle chiese? Se uomini e donne in pensione offrissero il proprio servizio di “custodi della storia ennese” aprendo come volontari le chiese ai visitatori e offrendo ai giovani la possibilità di creare itinerari digitali attraverso il social media management e allestendo all’interno delle stesse bookshop dove vendere anche souvenir artigianali creati dalle abili mani di donne anziane e – perché no – giovani (manufatti all’uncinetto ad esempio!), sarebbe una rinascita per tutti. Servirebbero reti logistiche per lo spostamento dei visitatori, sarebbero necessari dei direttori artistici per trasformare le chiese, ovviamente in accordo con la Diocesi e nel rispetto della sacralità dei luoghi, in spazi per concerti di musica sacra o classica, mostre d’arte contemporanea, reading di poesie e festival culturali. Bisognerebbe investire in tecnologia e imprenditorialità, bisognerebbe crederci. Bisognerebbe salvare la nostra storia attraverso la memoria degli anziani, producendo documentari dove gli stessi narrino la storia della città , da proiettare all’interno delle chiese… Può la città di Enna immaginare un futuro migliore per i giovani e per gli anziani? Serve un incontro generazionale.

