Mancette all’Ars, Safina e Chinnici (PD): “Il governo impugni la legge. Trapani e Palermo penalizzate”
Palermo, 4 novembre 2026 – “Condividiamo e sosteniamo pienamente l’iniziativa di Peppe Provenzano e dei parlamentari siciliani del Partito Democratico. La vicenda delle cosiddette mancette inserite nella manovra finanziaria regionale non può essere liquidata come una semplice polemica politica. Chiediamo che il Governo nazionale intervenga e impugni la legge: è necessario verificare la legittimità di una distribuzione delle risorse pubbliche che presenta evidenti squilibri territoriali e che rischia di premiare logiche di appartenenza politica anziché criteri oggettivi e trasparenti”.
Lo dichiarano il deputato regionale del Partito Democratico Dario Safina e la collega Valentina Chinnici, che sostengono la richiesta avanzata da Peppe Provenzano al ministro Calderoli affinché il Governo Meloni assuma una posizione chiara sulla vicenda.
“I dati che abbiamo elaborato e raccolto nelle schede di analisi che abbiamo predisposto – sottolineano – restituiscono un quadro particolarmente significativo. La distribuzione delle risorse, rapportata alla popolazione residente, evidenzia disparità difficilmente giustificabili. La provincia di Trapani riceve appena 11,42 euro per abitante, mentre Palermo si ferma a 16,80 euro. Al contrario, altre province registrano assegnazioni decisamente superiori: Ragusa arriva a 67,98 euro pro capite, Enna a 44,38 e Catania a 40,90 euro”.
“Non stiamo parlando di differenze marginali, ma di una distribuzione profondamente disomogenea di risorse pubbliche. Le province di Trapani e Palermo risultano tra quelle maggiormente penalizzate, nonostante rappresentino territori con bisogni, criticità infrastrutturali e servizi che richiedono investimenti concreti. Il confronto con il riparto teorico basato sulla popolazione rende ancora più evidenti gli squilibri”
“Le risorse pubbliche devono rispondere a una programmazione seria, a criteri verificabili e a bisogni reali delle comunità. Non possono trasformarsi in uno strumento di consenso o in una somma di finanziamenti distribuiti senza una visione complessiva dello sviluppo regionale. Mentre interi territori fanno i conti con carenze idriche, difficoltà della sanità, infrastrutture insufficienti e servizi essenziali in affanno, non è accettabile che le scelte di spesa prescindano da una logica di equità e interesse generale”.
“Per queste ragioni – concludono Safina e Chinnici – la richiesta di Provenzano al ministro Calderoli è opportuna e necessaria. Il Governo nazionale non può chiamarsi fuori: deve verificare la norma e assumersi la responsabilità di intervenire, anche attraverso l’impugnativa della legge, qualora ne ricorrano i presupposti. La Sicilia ha bisogno di investimenti fondati su criteri trasparenti, non di una distribuzione delle risorse che alimenti disparità tra territori e comunità”.

