La Galleria regionale di Palazzo Abatellis
ospita Doppio sguardo:
una selezione di opere di Michele Canzoneri e Rossella Leone per la prima volta nello stesso allestimento e in dialogo con il
Trionfo della Morte
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Inaugurazione
venerdì 6 novembre ore 17.00 – ingresso libero
esposizione fino all’8 dicembre 2026
Palermo
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La Galleria regionale di Palazzo Abatellis (via Alloro, 4), diretta da Maddalena De Luca, ospita la mostra Doppio sguardo, una selezione ricercata che mette insieme, per la prima volta, opere di Michele Canzoneri, tra le quali una inedita, e di Rossella Leone, in dialogo con l’opera simbolo della Galleria, il Trionfo della Morte.
La mostra, curata dal teologo Sergio Catalano, realizzata con il sostegno dell’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana e della Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia S. Giovanni Evangelista, verrà inaugurata il 6 novembre alle ore 17.00, ingresso libero.
«Apriamo con entusiasmo le porte della Galleria Abatellis a due artisti contemporanei che da decenni si esprimono efficacemente nel mondo dell’Arte e che adesso, per la prima volta, espongono insieme le loro opere – dichiara la direttrice Maddalena De Luca. La mostra offre uno sguardo inedito, “doppio” appunto, che non si risolve l’uno sulla produzione dell’altra, semmai amplifica e genera nuove visioni che, tra ricerca materica e tensione spirituale, sollecitano nello spettatore una riflessione sul tema sempre attuale della ferita».
Compagni nella vita e nell’arte, Canzoneri e Leone, si confrontano con le loro opere su temi dal respiro universale quali il tempo e la memoria, che si dipanano in altre tematiche come l’inquietudine e l’analisi del momento presente.
Il valore aggiunto di questa prima esposizione congiunta è di certo il contraltare sul quale questo “doppio sguardo” si instaura e si interroga: il Trionfo della Morte, opera di rarefatta profondità espressiva che da sempre ispira artisti in tutto il mondo.
«Guardando il Trionfo, non voglio altro» dichiara Canzoneri che è cresciuto artisticamente osservando l’opera, prima con il disincanto dello studente dell’Istituto d’Arte di piazza Marina e poi con l’occhio dell’artista maturo ma non compiuto, semmai ancora in divenire.
«È la prima volta che le nostre opere dialogano, da sole, senza intermittenza affettiva, in uno spazio senza tempo, in un momento di tragedie non dipinte che ti costringono a rivedere il tuo passato – aggiunge Canzoneri. Con Rossella questo interesse è stato comune. Lei seguiva e segue gli stessi temi, con una disciplina diversa. Si vince la propria inquietudine rendendola manifesta. E questo luogo, la Galleria di Palazzo Abatellis, è diventato nel lungo tempo in cui l’abbiamo frequentato un prolungamento del nostro studio».
D’altro canto Leone, che si è spesso confrontata con il tema della caduta, della violenza e dell’orrore, della presa d’atto delle ferite del vivere contemporaneo attraverso suggestioni provenienti ora dall’attualità più stringente ora dal mito, converge tutta la sua produzione sulla potenza colore: «Il bianco è una cifra che mi appartiene da sempre, bianco che protegge e che ha un suo centro, anche se può far perdere ogni riferimento e sconfinare nella perdita di contatto con la realtà. In questa mostra congiunta ci confrontiamo soprattutto con altre cromie, con una dimensione più legata alla sensorialità e alla sfida dell’affrontare l’angoscia e la violenza in noi e al di fuori di noi».
«Posti tra due sguardi artistici, dialogo e differenza della percezione del vivere e del morire, rispettivamente quello di Leone e di Canzoneri, dalle opere in mostra sale un grido dalla carne: l’uomo, gran piaga verticale, possiede un impeto di risurrezione e di rinascita – dichiara Vito Impellizzeri, Preside della Facoltà teologica di Sicilia S. Giovanni Evangelista. La ferita, condizione umana, trascendenza di coscienza, fra grembo e sepolcro. Luce da luce, carne da carne».
In questo speciale dialogo tra opere, privo di parole ma ricco di suggestioni, dal quale emerge un modo di guardare la realtà che moltiplica la visione, una sollecitazione rivolta a chi osserva affinché impari a scorgere la luce dentro la ruvidità e la speranza al centro stesso del dramma, Leone porta in mostra opere realizzate tra il 2003 e il 2016 accostando la fragilità della carta di cotone alla lucentezza dell’alabastro: Ercole e l’Amazzone (2003-2013 gruppo-installazione di venti altorilievi in resina, pigmenti, sabbia, vetro acrilico, ispirate alla celebre metopa del Tempio E di Selinunte cm 24x17x4), Canopo urbano, seduzione (2004 – Resina, cm 35x44x35), Canopo urbano, lesioni (2004 – Resina, vetro, cm 31x42x35), In caduta (2005, acquerello su carta cm 250 x150), Spasmo (2008, acquerello su carta cm 157×149), Rosso di piombo (2016 – Carta di cotone, piombo, cm 163x220x3).
Canzoneri invece sceglie opere più recenti (2023-2025) prediligendo la tecnica mista su carta antica: Rosso Mediterraneo, Navata (2023/2025 – Tecnica mista su carta antica, cm 106 x 152), Rosso Mediterraneo, porpora (2023/2025 – Tecnica mista su carta antica, cm 105 x 152), Spiaggia Nabil (2023-2025 cm 106 x 152 Tecnica mista su carta antica).
Tra queste si inseriscono l’opera inedita Sfumato (2026 – cm 220 x 125 Tecnica mista su carta antica) dove la conformazione del volo contenuta nei fogli antichi ha perso i contorni sfumando e sbriciolandosi, e Biblioteca – Gaza (2014 – Vetro soffiato, acrilico, pigmenti e acciaio, cm 210x126x4), un monolite trasparente e articolato, un oggetto tanto maestoso per le dimensioni e per l’energia che produce, quanto aereo, multiforme, per la configurazione degli elementi che lo compongono.
«Doppio sguardo punta alla ferita, al dramma e alla tensione, restituendoli come luoghi privilegiati di rivelazione, soglie per accedere a una nuova e urgente forma di redenzione – aggiunge il curatore Sergio Catalano. Se l’arte non ha il potere di salvare dalla morte, ha tuttavia la responsabilità di strappare la fragilità umana dal vuoto dell’insignificanza. In un’epoca in cui la morte e la violenza rischiano di essere consumate nella voracità mediatica della quotidianità, le proposte artistiche di Michele Canzoneri e Rossella Leone non rappresentano un compiacimento del trauma né una fuga consolatoria. Il loro lavoro si inserisce in quell’illustre solco che, partendo dalle intuizioni contenute nell’affresco quattrocentesco de il Trionfo della Morte di Palazzo Abatellis, sceglie la materia dell’arte come teatro di una lotta esistenziale: nei corpi avvinghiati e nelle tensioni plastiche di Leone, così come nelle stratificazioni pittoriche e nelle opacità vitree di Canzoneri».
La mostra è visitabile fino all’8 dicembre 2026 con biglietto di ingresso alla Galleria, € 10 intero, € 5 ridotto. Orari: da martedì a sabato dalla 9.00 alle 19.00; domenica e festivi dalle ore 9.00 alle ore 13.00; ultimo ingresso 30 minuti prima dell’orario di chiusura. Lunedì chiuso, eccetto i festivi.
In allegato descrizione delle opere, bio degli artisti, foto libere da copyright, testo integrale del curatore.

