Il Mediterraneo si scalda più delle altre aree continentali!
Il Climatologo Massimiliano Fazzini e il geologo e divulgatore scientifico Mario Tozzi in conferenza stampa alla STAMPA ESTERA! MARTEDI’ 13 OTTOBRE – ORE 10 – PALAZZO GRAZIOLI! ROMA.
Massimiliano Fazzini (climatologo – Referente Team Rischio Climatico della Società Italiana di Geologia Ambientale e docente dell’Università di Camerino) : “Il bacino del Mediterraneo si sta scaldando 20% più della media globale, registrando, nel XXI secolo, un incremento termico su dati misurati secondo standard WMO, di circa 1°C (contro gli 0,78°C delle altre aree continentali), con un picco estivo di +1,4°C. l’Italia registra picchi meteorici estremi prossimi ai 170 mm in un’ora e ai 500 mm in 24 ore, pari a sei mesi di precipitazioni media annuali secondo le medie climatiche”.
In occasione della Giornata Internazionale per la riduzione dei rischi da disastri naturali, il 13 Ottobre, Conferenza Stampa alla Stampa Estera per la presentazione in anteprima assoluta del Brano Rap, del progetto di comunicazione innovativa rivolta ai giovani e del MANIFESTO PER LA PREVENZIONE DEI RISCHI NATURALI della Società Italiana di Geologia Ambientale!
Interverrà : Nello Musumeci, Ministro della Protezione Civile
Martedì 13 Ottobre – ore 10 – Sala Grande – Stampa Estera – Palazzo Grazioli!
Presentazione di tutto a Roma in conferenza stampa alla Stampa Estera – Martedì 13 Ottobre alle ore 10 – Palazzo Grazioli!
“L’evidenza scientifica dimostra che l’estremizzazione meteo-climatica – caratterizzata da un rapido e diffuso aumento termico -sia sulla terra emersa, sia sul mare – da un notevole deficit idrico alternato a brevi fasi con precipitazioni intense o abbondanti – concorre in modo statisticamente significativo all’aumento di fenomeni di dissesto idrogeologico nel territorio italiano. Il bacino del Mediterraneo si sta “scaldando” del 20% più della media globale, registrando, nel XXI secolo, un incremento termico su dati misurati secondo standard WMO, di circa 1°C (contro gli 0,78°C delle altre aree continentali), con un picco estivo di +1,4°C. L’energia accumulata nel sistema terra-mare-troposfera causa nel semestre caldo piogge convettive, per lo piu brevi e violente: l’Italia registra picchi meteorici estremi prossimi ai 170 mm in un’ora e ai 500 mm in 24 ore, pari a sei mesi di precipitazioni media annuali secondo le medie climatiche. Nelle aree pianeggianti e collinari a clima temperato caldo e mediterraneo aumentano i giorni con precipitazioni giornaliere superiori ai 30 mm, causa primaria di innesco di frane su litologie terrigene e argillose, specie se precedute da prolungato disseccamento da siccità prolungata. Se i volumi totali annui restano costanti, la distribuzione temporale è mutata: in meno di trent’anni i giorni piovosi sono scesi dell’11%, mentre i giorni asciutti al Centro-Sud superano ormai i 290 all’anno. Nei sistemi morfo climatici freddi, la quota dello zero termico in libera atmosfera è salita di oltre 300 metri, riducendo le cumulate nevose stagionali e la permanenza continuativa del manto nevoso sotto i 1500 metri. La fusione accelerata dei ghiacciai e la degradazione del permafrost d’alta quota destabilizzano i versanti acclivi; quivi i rovesci di pioggia estivi cadono su terreni privi di protezione criogenica, aumentando la suscettività a produzione di detrito, crolli in roccia, distacchi glaciali e debris flow a valle. L’ulteriore aumento termico e l’irregolarità pluviometrica espanderanno le aree a pericolosità, innescando cinematica rapida anche in versanti storicamente stabili. Il riscaldamento della criosfera alpina sposta verso l’alto la quota critica del dissesto, obbligando la gestione del rischio a passare da modelli statistici a strategie di adattamento dinamico e strutturale”. Lo ha affermato Massimiliano Fazzini, Referente Team Rischio Climatico della Società Italiana di Geologia Ambientale e docente dell’Università di Camerino che Martedì 13 Ottobre sarà alla conferenza stampa in programma alla STAMPA ESTERA, Palazzo Grazioli, Roma.
In occasione della Giornata internazionale per la riduzione dei rischi da disastri naturali, conferenza stampa di presentazione del“Manifesto programmatico in tre punti per la Trasparenza e la Prevenzione dei Rischi Naturali”. Inoltre presentazione in anteprima assoluta del brano rap “L’Italia che frana” . E’ un innovativo progetto di comunicazione per i giovani.
“Il rap per sensibilizzare i giovani. Nel corso della conferenza stampa verrà proiettato in anteprima il videoclip del brano “L’Italia che frana”, concepito come strumento immediato per avvicinare i giovani ai temi della prevenzione, della consapevolezza e dell’autoprotezione attraverso una comunicazione rapida e capillare. Contestualmente, sarà illustrato il Manifesto programmatico della Società Italiana di Geologia Ambientale – ha dichiarato Antonello Fiore, Presidente Nazionale della Società Italiana di Geologia Ambientale – volto a riaffermare come la prevenzione strutturale e culturale rappresenti l’unico vero presidio per la salvaguardia del territorio e del tessuto economico nazionale”.
All’evento interverranno il Ministro della Protezione Civile, Sen. Nello Musumeci, la cui presenza è già confermata, Massimiliano Fazzini (Geologo e climatologo), Mario Tozzi (Geologo, ricercatore e divulgatore scientifico).
E interverranno anche – Pino Bicchielli (Presidente Commissione parlamentare di inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico), Eleonora Evi (Componente Commissione Ambiente Camera dei Deputati) Patty L’Abbate (Vicepresidente Commissione Ambiente Camera dei Deputati).
A seguire, la sessione tecnica vedrà tra i relatori, oltre al Geologo e climatologo Massimiliano Fazzini e al geologo, ricercatore e divulgatore scientifico Mario Tozzi, anche Alfonso Pecoraro Scanio (Presidente Fondazione UniVerde) e Erasmo D’Angelis (Giornalista e scrittore)
Interverranno inoltre gli artisti Samen Mi Casa e La voce di Selea, autori e interpreti del brano “L’Italia che frana”.

