Minori migranti, Don Bosco 2000: “Un’accoglienza alternativa è possibile. La scuola formi cittadini onesti e operosi, basta con la propaganda politica”
Piazza Armerina (EN)
29 settembre 2026
I dati diffusi dall’Agenzia Sir restituiscono la fotografia di un’emergenza globale che non può e non deve lasciarci indifferenti: nel mondo sono quasi 53 milioni i bambini costretti alla fuga a causa di guerre, violenze e disastri climatici. Un dramma umano che vede l’Italia in prima linea come principale porta d’ingresso europea, con oltre 14.300 minori stranieri non accompagnati inseriti nel sistema di accoglienza nazionale fino allo scorso maggio. Di fronte a queste cifre allarmanti e accogliendo il forte appello alla responsabilità lanciato da Papa Leone XIV in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, l’associazione Don Bosco 2000 ribadisce il proprio impegno sul campo per dimostrare che un modello di accoglienza alternativa non solo è possibile, ma rappresenta l’unica via per garantire un futuro dignitoso a chi fugge dalla disperazione.
Farsi carico di questi piccoli, che attraversano il mondo portando con sé traumi e cicatrici indicibili, significa innanzitutto restituire loro la speranza. In questo percorso di rinascita, un ruolo centrale e insostituibile è ricoperto dalla scuola. L’istruzione rappresenta il primo vero spazio di cura, inclusione e riscatto sociale. Per questo motivo, è inaccettabile che i ragazzi stranieri che frequentano le nostre aule vengano trasformati in strumenti di scontro. Non sono e non possono essere oggetto di propaganda, ma sono giovani donne e giovani uomini da formare, a cui fornire gli strumenti per diventare cittadini onesti ed operosi, garantendo loro la possibilità di costruire un futuro diverso e luminoso.
Una presa di posizione espressa con grande fermezza da Agostino Sella, presidente di Don Bosco 2000, che interviene sulle derive del dibattito pubblico riguardante l’inclusione scolastica e sociale.
«Come Don Bosco 2000 – dichiara il presidente Agostino Sella – confermiamo che la propaganda politica che mira a inquinare un tema così delicato lede in modo inaccettabile la dignità della persona. Strumentalizzare la presenza e il percorso di questi giovani significa calpestare ancora una volta i loro diritti, dopo che la vita li ha già duramente messi alla prova. Il nostro compito come educatori e come società civile è quello di proteggerli, integrarli e valorizzarli, tenendo le scuole lontane da speculazioni che nulla hanno a che fare con il bene comune».
Garantire protezione, cura e inclusione ai minori migranti è un dovere morale e giuridico improrogabile. Don Bosco 2000 continuerà a operare affinché le logiche della divisione lascino il posto a un impegno corale e concreto per la tutela dei più vulnerabili, a partire proprio dai banchi di scuola.
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