Palestra del plesso Lanza, Draià: «Nessun mistero, presto sarà restituita ai nostri ragazzi»
Leggo l’articolo relativo alla palestra del plesso Lanza e ritengo doveroso intervenire per fare chiarezza, soprattutto perché non condivido l’impostazione secondo cui dietro la mancata apertura della struttura ci sarebbe un “mistero” o una presunta opacità amministrativa.
Dietro la chiusura della palestra del plesso Lanza non c’è nessun mistero.
La domanda che, piuttosto, mi pongo è un’altra: perché quella palestra, dalla sua realizzazione, è rimasta sostanzialmente inutilizzata per circa 30 anni e perché il cittadino Leanza non si è posto questo problema quando era sindaco?
Quando ho avuto responsabilità di governo del paese ho ritenuto prioritario affrontare anche questo problema. La mia amministrazione si è posta un obiettivo molto chiaro: recuperare la palestra, metterla in sicurezza e renderla finalmente fruibile agli alunni della scuola e alla comunità.
Oggi questo percorso continua con l’amministrazione guidata dal sindaco Cutrona, alla quale spetta portare a compimento l’iter e restituire definitivamente la struttura ai nostri ragazzi.
Tranquillizzo tutti: la palestra presto riaprirà.
Per quanto riguarda gli atti amministrativi, le procedure e i numeri richiamati nell’articolo, è giusto che vengano verificati nelle sedi competenti. Se gli uffici hanno commesso eventuali errori, saranno gli uffici a doverne rispondere secondo quanto previsto dalla legge. La politica non deve sostituirsi agli uffici né agli organi di controllo.
Io rispondo, invece, per quello che è stato il mio ruolo politico e per le scelte compiute dalla mia amministrazione.
Proprio perché siamo riusciti ad accedere a un ulteriore finanziamento, abbiamo deciso di non limitarci a considerare conclusi i lavori precedenti, ma di intervenire ulteriormente sulla struttura. Abbiamo previsto, tra le altre cose, la messa in sicurezza delle pareti interne con materiale in gomma, la sostituzione dei portoni e ulteriori interventi necessari a rendere la palestra più sicura e adeguata all’utilizzo da parte dei bambini.
Questa, per me, è amministrazione.
Non significa semplicemente dichiarare concluso un intervento, ma verificare che una struttura destinata ai nostri ragazzi sia realmente sicura, funzionale e utilizzabile.
Ed è proprio qui che rivendico una scelta politica precisa: noi non volevamo lasciare ai nostri ragazzi una palestra chiusa. Volevamo lasciare una struttura sicura e funzionante.
Per questo trovo curioso che oggi si concentri tutta l’attenzione sui numeri e sugli atti di una vicenda che riguarda una struttura rimasta sostanzialmente inutilizzata per decenni.
Mi chiedo: dov’era la stessa attenzione quando quella palestra rimaneva chiusa?
Il cittadino Leanza oggi analizza ogni numero e ogni atto con grande attenzione. È assolutamente legittimo. Ma ricordo che è stato sindaco anche lui.
E da sindaco, mi chiedo: quale soluzione ha lasciato alla comunità sulla questione della palestra Lanza?
Perché è facile oggi leggere gli atti, cercare numeri e sollevare interrogativi. Più difficile è assumersi la responsabilità amministrativa e politica di affrontare i problemi e provare a risolverli.
Leanza è stato il sindaco dei “paletti”, sicuramente molto attento ai numeri, ma non mi pare che il bilancio politico della sua esperienza amministrativa sia stato particolarmente ricco di opere e risultati che oggi i cittadini possano toccare con mano. Ancora oggi, infatti, viene ricordato anche come il sindaco del “Salva Valguarnera”.
E continuo a pensare a un vecchio detto: “Il lupo di mala coscienza, come opera pensa.”
Forse il livore nasce proprio da lì.
Io, invece, preferisco guardare agli obiettivi e ai servizi che questa amministrazione vuole lasciare alla comunità.
I costi e i numeri devono essere verificati dagli uffici e dagli organi competenti. A noi interessa soprattutto che le risorse pubbliche producano opere e servizi utili ai cittadini.
E allora tranquilli: non abbiamo intenzione di aspettare altri decenni.
Non faremo passare altri 30 anni per riaprire una palestra ai nostri ragazzi.
Se qualcuno vuole continuare a leggere gli atti, faccia pure. È un suo diritto. Noi continueremo a fare il nostro lavoro.
Il nostro obiettivo è molto semplice: aprire quella porta e permettere finalmente ai nostri ragazzi di entrare, fare sport e utilizzare una struttura pubblica che appartiene alla comunità.
Questa è la differenza tra chi si limita a guardare le carte e chi quelle carte prova a trasformarle in opere, servizi e risultati concreti.
Io continuerò a lavorare in questa direzione e continueremo, come amministrazione, a perseguire questo obiettivo.
La palestra riaprirà. E sarà finalmente dei nostri ragazzi.
Che se ne faccia una ragione.
Francesca Draià
Ex Sindaco di Valguarnera
Attuale Vicesindaco

