“Diritto a restare”, MpA Enna: «Distinguiamo gli slogan dalle iniziative amministrative concrete»
Ezio De Rose e Simone Bongiorno: «L’opposizione si è astenuta dopo la bocciatura delle proposte per i giovani ennesi. Ora servono atti, tempi e obiettivi chiari».
«Sul diritto a restare crediamo sia necessario riportare il dibattito ai fatti, perché la ricostruzione offerta in queste ore rischia di restituire un’immagine parziale di quanto realmente avvenuto nell’ultima seduta del Consiglio comunale di Enna». A dichiararlo sono Ezio De Rose, consigliere comunale MpA di Enna, e Simone Bongiorno, esponente MpA di Enna, intervenendo sul dibattito relativo alla mozione discussa nella seduta ordinaria del 14 settembre.
La mozione, presentata dalla maggioranza e collegata alla campagna regionale “Dove nasci conta”, prevede la richiesta di interventi concreti al Governo regionale.
«La mozione discussa – sottolinea De Rose – non nasce come una proposta specifica per la città di Enna e per i suoi giovani, ma si inserisce in una campagna regionale promossa in numerosi territori dell’isola. Questo non diminuisce il valore politico del tema, ma è diverso dal sostenere che, attraverso la sua approvazione, siano state introdotte misure concrete e specifiche per i giovani ennesi. Per questo ho presentato un emendamento che indicava alcune azioni per la nostra comunità: uno sportello dedicato ai giovani, la creazione di un’officina dei mestieri digitali, interventi sulla zona artigianale, il trasferimento di una facoltà universitaria a Enna Alta e l’attivazione di strumenti di microcredito per nuove attività imprenditoriali e professionali giovanili».
La maggioranza ha sostenuto che alcune iniziative, come lo sportello giovani, fossero già state realizzate e non ha condiviso le altre proposte. I punti dell’emendamento presentato dal consigliere MpA sono stati quindi respinti.
«Sullo sportello giovani – osserva Bongiorno – occorre chiarire come la sua apertura sia stata pubblicizzata e presentata alla cittadinanza e agli altri gruppi consiliari, quali servizi offra e in che modo questi contribuiscano a contrastare lo spopolamento giovanile ennese. Sono informazioni necessarie per valutare la portata dell’iniziativa e renderla effettivamente accessibile ai suoi destinatari».
De Rose chiarisce inoltre le ragioni del voto: «L’opposizione non ha votato contro il principio del diritto a restare, ma si è astenuta sulla mozione dopo aver tentato di integrarla con proposte rivolte specificamente a Enna e ai suoi giovani. Essere favorevoli o contrari alle singole proposte rientra nel normale confronto democratico. Non si dovrebbe però omettere che quelle proposte sono state respinte dalla maggioranza e che solo successivamente l’opposizione ha deciso di astenersi sulla mozione originaria».
«L’approvazione di una mozione – prosegue il consigliere – non può esaurirsi in una dichiarazione di principio: comporta l’assunzione di un impegno politico e amministrativo da parte della Giunta. Ad oggi non è stato chiarito in quali atti, iniziative o interventi concreti questo impegno debba tradursi, né sono stati indicati tempi, strumenti e obiettivi per darvi seguito».
«Oltre allo sportello giovani – aggiunge Bongiorno – restano le altre questioni poste dall’emendamento, sulle quali sarebbe stato utile sviluppare un confronto nell’interesse della comunità, anziché trasformare le proposte integrative in un motivo di contrapposizione politica. Una mozione che richiama la Regione e le istituzioni alle proprie responsabilità può certamente avere un valore politico, ma il punto è capire cosa siamo disposti a fare concretamente perché un giovane possa davvero restare a Enna».
«Come MpA – conclude Bongiorno – vigileremo sugli atti che l’Amministrazione adotterà e sulle iniziative che verranno effettivamente messe in campo, affinché quanto approvato non rimanga una mera enunciazione di intenti».


