Ars, stop alle mancette nella prossima manovra: approvata in commissione la norma M5S che prevede criteri per le risorse ai Comuni
Palermo, 16/09/2026. Non più figli e figliastri tra i 391 Comuni della Sicilia e stop alle mancette che hanno fatto la parte del leone in tante manovre varate da sala d’Ercole. I fondi della variazione di bilancio ora all’esame dell’Ars destinati ai Comuni per infrastrutture e opere pubbliche saranno erogati in base alle fasce di popolazione, con un minimo di 100 mila euro ed un massimo di 350 mila euro per tutelare le comunità più piccole.
Lo prevede un emendamento del M5S al ddl variazioni a firma Adriano Varrica e Cristina Ciminnisi approvato oggi dalla quarta commissione dell’Ars “che, se reggerà ai prossimi passaggi parlamentari – dice Varrica – dovrebbe scrivere, almeno per questa manovra, la parola fine ai casi che hanno portato enormi, arbitrari e anomali squilibri tra i vari Comuni nel corso di questa legislatura. Un esempio è il comune di Maletto dove, a dispetto dei suoi soli suoi 3.584 abitanti, con le varie leggi finanziarie sono arrivati più soldi che a Comuni molto più grandi come Trapani e perfino Catania”.
“Questo – dice Varrica autore recentemente di un dettagliatissimo studio che ha passato ai raggi X tutte le risorse assegnate direttamente ai 391 Comuni dell’isola, dal minuscolo Roccafiorita a Palermo – è solo un esempio delle tante sperequazioni generate dal sistema dei finanziamenti regionali diretti a specifici Comuni siciliani con le leggi finanziarie, leggi collegate ad esse e variazioni di bilancio approvate nel corso della legislatura. Il mio emendamento prova a mettere al bando la discrezionalità e a tarare i finanziamenti su precisi criteri oggettivi come la popolazione dei Comuni”.
Per rendere sempre operativi questi criteri, Varrica da oltre un anno e mezzo, ha depositato all’Ars un apposito disegno di legge che non è mai stato incardinato in commissione e “che richiama la virtuosa esperienza del fondo pluriennale del governo Conte”.


