“Basta con la politica della pressione. Valguarnera ha bisogno di confronto, non di destabilizzazione”
La mia risposta all’ennesima lettera del sig. Leanza e al clima politico che si sta creando attorno ai giovani consiglieri di maggioranza
Non avrei voluto rispondere all’ennesima lettera del sig. Leanza. Non volevo darle ulteriore importanza, ma questa volta sento il dovere di farlo.
Non tanto per me, quanto per i giovani consiglieri che oggi hanno scelto di impegnarsi nelle istituzioni e che hanno il diritto di vivere questa esperienza con serenità, libertà e senza pressioni politiche.
Da più anziana politicamente all’interno di questo gruppo di giovani amministratori sento il dovere di dire una cosa molto semplice:
basta. Lasciateci lavorare e lasciate che i giovani facciano la loro esperienza.
Perché fuori dalle istituzioni si sta creando un clima che, a mio avviso, è diventato troppo pesante, fatto di continue pressioni, osservazioni e tentativi di condizionamento politico.
Le critiche, quando sono fondate, documentate e formulate nelle sedi opportune, sono legittime e possono rappresentare anche un contributo utile.
Diverso è intervenire sistematicamente su ogni atto dell’Amministrazione, accompagnando le proprie osservazioni con giudizi sull’incapacità di chi amministra, sulle persone, sui professionisti e sulle scelte della Giunta e del Consiglio Comunale.
A quel punto la critica rischia di trasformarsi in una pressione continua sull’attività amministrativa e in un tentativo di delegittimazione di chi oggi ha ricevuto democraticamente dai cittadini il compito di governare.
E questo, personalmente, non lo accetto.
La pressione sui giovani consiglieri
C’è poi un altro aspetto sul quale sento il dovere di intervenire.
In questi mesi si sta creando attorno ad alcuni giovani consiglieri di maggioranza un clima che definirei di pressione politica continua.
Ci sono persone che, pur non ricoprendo alcun ruolo istituzionale, sembrano conoscere con sorprendente tempestività informazioni, atti e documenti relativi all’attività amministrativa, arrivando talvolta a intervenire politicamente nei confronti di giovani consiglieri ancora prima che determinati documenti risultino formalmente disponibili o, in alcuni casi, persino protocollati.
Se questo avviene, non siamo più semplicemente davanti a una normale dialettica politica.
Siamo davanti a un metodo che rischia di condizionare e scoraggiare soprattutto quei giovani che hanno scelto di impegnarsi per la prima volta nelle istituzioni.
E questo è profondamente sbagliato.
I giovani consiglieri devono essere lasciati liberi di studiare gli atti, confrontarsi, formarsi una propria opinione e assumere le proprie decisioni senza sentirsi costantemente osservati o sottoposti a una sorta di controllo politico esterno.
Non è così che si costruisce una nuova classe dirigente.
Non è così che si educano i giovani alla politica.
E soprattutto non è questo il metodo della buona politica.
Il confronto politico deve essere aperto, trasparente e leale. Non può trasformarsi in una rete di pressioni personali, familiari o politiche esercitate attorno ai consiglieri, soprattutto quando si tratta di giovani che stanno iniziando il proprio percorso istituzionale.
Per questo lo dico con chiarezza:
basta con la politica della pressione. Basta con questo clima di continua osservazione e destabilizzazione.
A cosa serve tutto questo ai cittadini?
Quale beneficio porta a Valguarnera?
Quale problema della nostra comunità viene risolto attraverso questo continuo tentativo di creare tensione attorno alla Giunta, al Consiglio e ai giovani consiglieri?
I cittadini ci chiedono altro.
Ci chiedono di occuparci delle strade, dei servizi, delle famiglie, dei giovani, degli anziani, delle persone fragili, del lavoro e dello sviluppo del territorio.
Ci chiedono di amministrare.
Ed è quello che continuerò e continueremo a fare.
Il consenso si conquista attraverso gli elettori
Il sig. Leanza ha amministrato Valguarnera dal 2010 al 2015.
Io ho avuto l’onore e la responsabilità di guidare il Comune dal 2015 al maggio 2026, per due mandati, ricevendo per anni la fiducia dei cittadini.
Dopo undici anni avrei potuto semplicemente farmi da parte, avrei potuto decidere di fare il ricorso che mi avrebbe permesso possibilmente di continuare a guidare la nostra comunità, visto il risultato che oggi mi vede la consigliera più votata della storia di Valguarnera.
Ho scelto dare il mio contributo affiancando Sindaco e consiglieri e sostenere invece una nuova squadra e, soprattutto, una nuova generazione di giovani che si è avvicinata alla politica e alle istituzioni con entusiasmo, competenza e voglia di costruire il futuro di Valguarnera.
L’attuale Sindaco è espressione di questo percorso, così come il nuovo Consiglio Comunale, nel quale sono presenti tanti giovani che hanno scelto di impegnarsi per la propria comunità.
È questo che dovrebbe fare una classe dirigente: preparare il futuro e non rimanere prigioniera del passato.
Dopo undici anni da Sindaco e dopo l’esperienza alla guida della SRR, avrei potuto scegliere di continuare a perseguire ogni possibilità per tornare alla guida del nostro Comune.
Ho scelto invece, consapevolmente, di sostenere un Sindaco e una squadra di giovani.
Non è stata una rinuncia alla politica.
Al contrario.
È stata una scelta politica precisa: investire nel futuro, costruire una nuova classe dirigente e crescere insieme, anche politicamente.
Il consenso che ho ricevuto nelle ultime elezioni avrebbe potuto essere utilizzato per rimettere me stessa al centro.
Ho scelto di metterlo a disposizione di un progetto più grande della mia persona.
Questa, per me, è la differenza tra voler conservare uno spazio politico e voler costruire una classe dirigente.
C’è, inoltre, una domanda che credo sia doveroso porre.
Se il sig. Leanza ritiene di avere ancora così tanto da dare all’attività amministrativa di Valguarnera, se ritiene che ogni scelta dell’Amministrazione debba essere continuamente osservata, valutata e contestata, perché non ha scelto di candidarsi al Consiglio Comunale?
Io, per ricoprire il ruolo che oggi ricopro, ho scelto di candidarmi.
Mi sono sottoposta ancora una volta al giudizio degli elettori, ho chiesto ai cittadini di accordarmi la loro fiducia e sono stata eletta.
Questa è la politica che conosco: mettersi in gioco, assumersi una responsabilità, sottoporsi al giudizio della comunità e poi lavorare dentro le istituzioni.
Il sig. Leanza, invece, ha scelto di non candidarsi e, contemporaneamente, continua a intervenire con una puntualità quasi quotidiana sull’attività di chi è stato eletto.
È una scelta legittima, naturalmente.
Ma una domanda rimane:
perché non si è candidato?
Forse temeva di non ricevere dalla comunità il consenso necessario?
Non sta a me dare una risposta.
A questa domanda, se lo ritiene, potrà rispondere lui.
Io so soltanto che chi vuole contribuire concretamente alla vita amministrativa di una comunità ha anche la possibilità di mettersi in gioco, candidarsi, chiedere il voto ai cittadini e assumersi direttamente la responsabilità delle proprie idee.
Io l’ho fatto.
E oggi sono qui, nel ruolo che i cittadini mi hanno affidato, a lavorare per Valguarnera e a sostenere una nuova generazione di amministratori.
Il consenso non si presume. Si chiede. E, soprattutto, si conquista.
Una nuova classe dirigente
Oggi Valguarnera ha davanti una strada nuova.
Ci sono giovani che devono imparare, crescere, confrontarsi, assumersi responsabilità e anche sbagliare.
È così che nasce una nuova classe dirigente: dando fiducia e spazio a chi viene dopo.
Io ho 43 anni.
Il sig. Leanza ha più di 70 anni.
Non è una colpa avere più di 70 anni, così come non è un merito averne 43.
Ma c’è una cosa che il tempo dovrebbe insegnare a tutti noi: la politica non può essere una corsa a occupare sempre lo stesso spazio. Prima o poi bisogna anche saperlo lasciare.
La politica non è una proprietà privata.
Nessuno è indispensabile per sempre.
Il Sindaco, la Giunta e il Consiglio Comunale hanno il diritto e il dovere di amministrare. Chiunque può dissentire, criticare e proporre alternative.
Ma nessuno può pretendere di trasformare il dissenso in una sorta di attività di controllo permanente sull’Amministrazione.
Una lettera può essere utile.
Dieci lettere possono essere un contributo.
Ma una lettera su ogni atto, con continui giudizi e insinuazioni, rischia soltanto di alimentare polemiche e di destabilizzare chi oggi ha ricevuto democraticamente il compito di governare.
Se un atto è illegittimo, lo si dimostri.
Se una procedura è sbagliata, lo si argomenti.
Se esistono responsabilità, le si segnalino nelle sedi competenti.
Questo è il confronto serio. Il resto è soltanto rumore.
Per questo il mio invito è semplice:
cambiamo metodo.
Facciamo politica, non pressione.
Facciamo proposte, non insinuazioni.
Facciamo crescere i giovani, non cerchiamo di condizionarli.
Lasciamo che i consiglieri comunali esercitino liberamente il mandato che i cittadini hanno affidato loro.
Perché la buona politica non ha bisogno di intimidire nessuno.
Ha bisogno di idee, responsabilità, rispetto e coraggio.
Da amministratrice e da cittadina continuerò a difendere il diritto di questa Amministrazione di lavorare e di questa comunità di guardare avanti.
Non abbiamo bisogno di chiedere il permesso a chi ci ha preceduto.
Abbiamo bisogno di costruire.
E vogliamo farlo insieme ai nostri giovani, con le nostre idee, con le nostre responsabilità e anche con i nostri eventuali errori, che saranno i cittadini a giudicare.
Perché il futuro di Valguarnera non appartiene a chi esercita più pressione.
Appartiene a chi ha ancora voglia di costruirlo.
La Vicesindaca e Consigliera Comunaledraia Francesca ex


