Dopo oltre vent’anni di assenza, la Festa dell’Unità torna a Piazza Armerina. Sabato 5 e domenica 6 settembre, la Villa Garibaldi ospiterà due giornate di incontri, dibattiti, cultura, musica, laboratori e momenti di convivialità promossi dalla Sezione del Partito Democratico “S. Santaniello”.
Il titolo scelto per questa edizione, “Comunità in Piazza”, racchiude il senso dell’iniziativa: riportare al centro la partecipazione dei cittadini, il confronto tra idee diverse e la costruzione di una visione condivisa per il futuro di Piazza Armerina.
«Il ritorno della Festa dell’Unità rappresenta per noi un momento di grande emozione, ma anche di responsabilità» – dichiara la segretaria del circolo PD, Maria Grasso. «Dopo vent’anni vogliamo restituire alla città uno spazio aperto di incontro, ascolto e confronto. La Festa dell’Unità non è soltanto un appuntamento politico: è un luogo in cui la politica torna tra le persone, ascolta il territorio, valorizza le sue energie e costruisce relazioni».
Il programma attraverserà alcuni dei temi più importanti per il presente e il futuro delle comunità locali. Si parlerà del ruolo delle donne nella politica e nella società con “Protagoniste del cambiamento”, di accoglienza e integrazione con la presentazione della Rete Lampedusa, di aree interne e prospettive dei territori con “Geografie del futuro”, fino ai temi dell’inclusione sociale e della disabilità, della qualità degli spazi urbani e dell’amministrazione degli enti locali.
Alla Festa interverranno rappresentanti delle istituzioni, parlamentari europei e regionali, amministratori, esponenti del mondo dell’associazionismo e professionisti, ma uno spazio centrale sarà riservato anche al confronto diretto con i cittadini. Domenica pomeriggio, con “Che città vogliamo?”, saranno presentati i risultati di un sondaggio sulla città e si aprirà un dibattito pubblico sulle prospettive di Piazza Armerina, per raccogliere idee, esigenze e proposte direttamente dalla comunità.
«Abbiamo voluto evitare una Festa fatta soltanto di interventi dal palco» prosegue Maria Grasso «perché partecipazione significa anche ascoltare. Vogliamo discutere dei problemi e delle opportunità della nostra città insieme alle persone che la vivono ogni giorno e provare a immaginare, partendo da loro, quale Piazza Armerina vogliamo costruire nei prossimi anni».
Una particolare attenzione sarà dedicata anche ai più piccoli e alle famiglie. Sabato mattina si terrà il laboratorio di pittura “La città siamo noi”, mentre domenica sarà proposto un laboratorio di scavo archeologico. Il programma culturale comprenderà inoltre l’inaugurazione della mostra fotografica “Sulle ali della farfalla”, a cura del maestro Enrico La Bianca, e altre iniziative dedicate all’arte e alla partecipazione. Non mancherà un momento per ricordare l’impegno politico e culturale di Filippo Acquachiara a 10 anni scoparsa.
Non mancheranno i momenti di socialità. Sabato sera la Festa proseguirà con una jam session musicale, mentre domenica saranno protagonisti il ballo sociale e di gruppo e, a chiusura delle due giornate, il DJ set.
«Non abbiamo pensato a una manifestazione riservata agli iscritti o ai simpatizzanti del Partito Democratico» – sottolinea Maria Grasso – «ma a un’occasione aperta alla città. Crediamo che oggi ci sia bisogno, forse più che mai, di luoghi nei quali incontrarsi, discutere, confrontarsi con rispetto e tornare a immaginare insieme il futuro».
Il ritorno della Festa dell’Unità vuole rappresentare anche il segnale di un Partito Democratico presente nella vita cittadina, radicato nel territorio e capace di aprire un dialogo con le nuove generazioni, il mondo del volontariato e dell’associazionismo, le realtà produttive, le professioni e tutti coloro che hanno a cuore Piazza Armerina.
«Vogliamo che questa Festa sia l’inizio di una nuova stagione» – conclude la segretaria – «una stagione fatta di partecipazione, idee e comunità. Una città cresce quando le persone smettono di essere semplici spettatori e scelgono di sentirsi parte del suo futuro. Dopo vent’anni la Festa dell’Unità torna a Piazza Armerina e vogliamo che sia, prima di tutto, una festa della città».
L’ingresso è libero per tutte le iniziative.
Questa versione secondo me è più forte della precedente perché fa capire subito che cosa succederà davvero durante i due giorni e soprattutto valorizza molto bene “Che città vogliamo?”, che è probabilmente l’appuntamento che più incarna il concetto di Comunità in Piazza. Inoltre ho usato Villa Garibaldi, coerentemente con la locandina definitiva.


