È assurdo e parossistico da parte di chi si presta a questo gioco e vergognoso da parte di quei parlamentari o nominati regionali che lo giustificano.
No, non può una città che sta diventando rappresentativa a livello regionale con decine di migliaia di studenti e con due facoltà di medicina; non si può con una città che nel bene e nel male ha un ospedale che si avvia ad essere consacrato policlinico. Non è possibile che il popolo ennese continui a subire la spoliazione di realtà importanti a vantaggio di altre città. Ci stanno togliendo tutto: adesso sta toccando alle Direzione Provinciale delle Poste. Quale sarà il prossimo atto criminale che verrà commesso. Non possiamo lasciarlo passare sotto silenzio. Bene ha fatto il deputato Stefania Marino a produrre gli atti dovuti nelle giuste sedi e bene ha fatto il deputato regionale Fabio Venezia a fare altrettanto ma non basta, si rende necessaria una mobilitazione forte, una mobilitazione popolare, organizzata dai partiti, quelli veri, quelli che non sono filogovernativi, organizzata dai sindacati, quelli storici, come la Cgil. Se necessario organizzare dei pullman e andare a Roma presso la sede centrale di Poste Italiane e fare sentire la nostra voce. Il Sindaco Crisafulli, il Presidente del Libero Consorzio Capizzi, il Presidente della Kore Salerno, i Segretari dei Sindacati, si mettano alla guida.Questa volta dobbiamo creare un movimento di popolo. Non possiamo accettare l’ennesimo furto legalizzato. Mario Antonio Filippo Pio Pagaria


