A Madonna di Menzagustu
In un antichissimo sito della città di Enna, dove il quartiere Fundrisi si intreccia tra vicoli acciottolati e bagli, sorge una piccola chiesetta di pietra, quella dello Spirito Santo, con la sua storia secolare. Il suo prospetto in pietra, incorniciato da una radura di oleandri dai colori vivaci e un antico campanile medievale che si staglia contro il cielo azzurro, sembra custodire un segreto prezioso: è qui, al suo interno, che riposa ‘a Madonna di Menzagustu’, l’Assunta, immagine mariana che incarna la fede e l’amore di una comunità intera.
La chiesa ripercorre le fattezze della della Santa Casa di Loreto, la casa di Nazareth, la casa di Maria.
Come in una piccola dimora, dietro le sue porte, incastonata tra le volte di pietra, riposa la Madonna di Menzagustu .
Questa iconografia molto diffusa in Oriente e , di conseguenza, anche nel meridione d’Italia, si basa sull’idea che Maria, Madre di Gesù, non abbia vissuto la morte dolorosa e corruttibile propria della condizione umana, ma sia passata dalla vita terrena alla gloria del Cielo attraverso un sonno profondo e privo di sofferenza, per poi essere assunta in anima e corpo.
Sebbene la devozione popolare le associ strettamente, esiste una sfumatura storico-teologica tra le due visioni: la Dormizione si concentra sull’addormentamento dolcissimo di Maria (transitus) prima che la sua anima e il suo corpo venissero innalzati da Cristo. L’Assunzione, più occidentale, si basa sull’atto finale dell’innalzamento in Cielo. Nel 1950, Papa Pio XII proclamò il dogma dell’Assunzione formulando che Maria fu assunta “completato il corso della vita terrena”, evitando deliberatamente di definire se Maria sia morta oppure soltanto addormentata.
La raffigurazione visiva della Dormitio si distingue nettamente dalle classiche immagini dell’Assunta in volo tra gli angeli: la Vergine è rappresentata distesa su un letto o una lettiga, adagiata con le mani giunte sul petto o lungo i fianchi, vestita con abiti solenni.
Il fedele che osserva l’immagine della Dormitio Virginis, non percepisce una scena di lutto tragico o di disperazione,di morte, bensì un mistero di pace, speranza e passaggio, un sonno sereno; il volto, infatti, non porta i segni della sofferenza o della decadenza della morte, ma appare sereno, come quello di chi si è addormentato in una profonda pace contemplativa.
Guardando la Dormitio, il fedele vede la sconfitta della morte, non vede una fine, ma un transito, un passaggio,la certezza che la morte del credente non è altro che un addormentarsi per risvegliarsi tra le braccia di Cristo.
Qualche giorno prima della quindicina di preparazione, l’atmosfera si fa febbrile nella parrocchia di San Bartolomeo e per la Venerabile Confraternita dello Spirito Santo – Enna che ne custodisce il culto. Le donne della comunità, con gesti amorevoli e tramandati, si dedicano alla vestizione della Vergine. Un rito antico e commovente, dove ogni dettaglio è curato con meticolosa attenzione.
L’immagine della Madonna Dormiente è un capolavoro di dolcezza e spiritualità. I suoi capelli veri, acconciati con grazia, sono ornati da una corona d’oro, un dono dei fedeli che esprime tutta la loro devozione. Un manto blu profondo, morbido e avvolgente, l’abbraccia con delicatezza, mentre le sue mani che cingono il corpo, sembrano affidarsi a Qualcosa di più grande. Poggiata su un cuscino di stoffa ricamato, la Vergine dorme un sonno sereno.
La statua polimaterica della Vergine, arricchita già nel secondo dopoguerra da vesti donate da una parrocchiana emigrata negli Stati Uniti d’America, di gioielli e oggetti preziosi, nonché di utensili a corredo, e di recente impreziosita da nuovi indumenti e una nuova corona, donata dai fedeli della parrocchia, è un simbolo di fede e di speranza che unisce tutti gli ennesi, non solo i “Funnurisani”.
I quindici giorni che precedono il Ferragosto sono un crescendo di emozioni e spiritualità. Il canto della Coroncina delle 12 Stelle, un inno alla Vergine, risuona nell’aria, preparando i cuori alla festa. Le celebrazioni culminano nella tarda serata e nella notte del 14 agosto, quando l’altare della Madonna diventa luogo di proclamazione dell’Ufficio delle Letture e a mezzanotte della sentita messa della “Pasqua di Maria”, con la memoria della dormizione della Madonna e sua assunzione al cielo in anima e corpo.
La festa culmina il giorno successivo, il 15 agosto, con le messe giornaliere e quella solenne conclusiva serale.
Un tempo, i quindici giorni di preparazione alla festività erano maggiormente sentiti dal popolo residente nelle vicinanze, mentre il 15 agosto tutti gli altri abitanti dei quartieri più lontani della città di Enna formavano una fitta fila pellegrina che aveva inizio dalla zona allora adibita ad orti, che solo dal 1959 avrebbe accolto il plesso scolastico di Fundrisi, e che incolonnandosi nell’antico vialetto di accesso attendeva la solenne benedizione – preceduta dal canto della coroncina – e dalla metà degli anni ‘60 anche la messa vespertina sul sagrato della chiesa.
La festa della Madonna Assunta di Menzagustu, ricadente nella calda stagione estiva, regala, ancora, a chi vi partecipava la possibilità di sperimentare un immediato contatto con il cielo, vista la strategica posizione della chiesa, sul vasto panorama urbano e siciliano.
Un tempo la banda cittadina intonante marce sinfoniche scandiva gli attimi della tipica serata estiva ennese, fresca e ventilata, del “Ferragosto Ennese ” , con traduzioni tipiche di altre celebrazioni, abbastanza ricche di gioia e di divertimenti, quali ad esempio l’albero della cuccagna per i più piccini, manifestazioni sportive, degustazione delle angurie dell’estate ed infine spettacoli musicali di primo piano tra festose bancarelle rientranti nel programma comunale dell’estate ennese almeno fino alla metà degli anni ’80 del secolo scorso e ripresa quest’ anno.
Era ed è il mezzaogsoto ennese, un retaggio di devozione mariana cittadina.
L’indomani, quasi come una staffetta di devozione matiana, proprio dal quartiere dello Spirito Santo partiva a “cugliuta” dei procuratori di Beddivi. Ma questa è un’altra storia.


