Replica alla deputata Eliana Longi su riorganizzazione Poste in provincia di Enna.
“Il declassamento politico ed economico non si cancella con le rassicurazioni”
ENNA, 12 AGOSTO 2026
Le rassicurazioni della deputata Eliana Longi sulla riorganizzazione di Poste Italiane non
riescono a nascondere una realtà evidente: la perdita della direzione di filiale di Enna,
accorpata a Caltanissetta dal 1° ottobre, rappresenta l’ennesimo scippo istituzionale ai
danni del nostro territorio. Definire questo declassamento come una “ottimizzazione
gestionale” significa ignorare l’impatto politico ed economico che la perdita di un centro
decisionale autonomo comporta per la provincia.
Contestiamo punto su punto la lettura minimalista offerta dalla deputata:
Perdita di centralità: Il trasferimento del vertice manageriale a Caltanissetta allontana i
centri decisionali dai bisogni specifici delle comunità ennesi. Non si tratta di un semplice
dettaglio burocratico, ma del progressivo svuotamento di un capoluogo di provincia. Il
rischio del lungo periodo: Se nell’immediato gli sportelli restano aperti, la storia delle
riorganizzazioni aziendali insegna che la perdita di una direzione di filiale è quasi sempre
il preludio a futuri ridimensionamenti di personale, servizi e presidi periferici.
L’accorpamento delle strutture manageriali non è mai a costo zero. Lo svuotamento della
sede di Enna introduce pesanti incertezze sul futuro professionale del personale degli
staff, mina la contrattazione di prossimità e rischia di tradursi in pressioni sui dipendenti,
mobilità forzata e una progressiva perdita di tutele reali sul territorio. I lavoratori non
sono numeri da ottimizzare su una mappa.
Tutela del territorio: Il compito della politica non è giustificare o fare da scudo alle
scelte di efficientamento aziendale di Poste Italiane, ma difendere con le unghie
l’autonomia istituzionale e le infrastrutture del territorio che si è chiamati a rappresentare.
La provincia di Enna è caratterizzata da piccoli borghi montani, penalizzati da una
viabilità stradale disastrata e da un cronico isolamento infrastrutturale. Allontanare il
centro decisionale e spostarlo in un’altra provincia significa ignorare queste specificità.
Senza una direzione locale, i piccoli uffici postali montani – unico presidio sociale e
sportello vitale per migliaia di anziani e pensionati – saranno inevitabilmente i primi a
subire tagli ai servizi e riduzioni di orario nel lungo periodo.
Diritto alla trasparenza: Chiedere chiarimenti e denunciare la perdita di un servizio non
è “fare allarmismo”, ma esercitare un legittimo ruolo di vigilanza democratica a tutela dei
cittadini, dei lavoratori e dei pensionati ennesi. Invitiamo la deputata Longi a fare un
passo oltre i comunicati di circostanza. Il ruolo della politica non può limitarsi a fare da
cassa di risonanza ai piani aziendali di Poste Italiane, giustificando la perdita di uffici e
centralità. Rappresentare Enna a Roma significa opporsi fermamente alla logica dei tagli
geometrici che penalizza sistematicamente le aree interne della Sicilia.
Chiediamo un impegno concreto e verificabile per l’istituzione di un tavolo permanente di
monitoraggio, affinché le promesse di oggi sulla tutela dei livelli occupazionali e sulla
capillarità dei servizi non si trasformino, già nei prossimi mesi, nell’ennesima promessa
tradita per la provincia di Enna. Non c’è spazio per gli ottimismi di facciata. Chiediamo
all’On. Longi di passare dalle parole ai fatti, pretendendo da Poste Italiane vincoli scritti e
garanzie ferree sia per il mantenimento dei livelli occupazionali sul territorio ennese, sia
per la totale tutela dei giorni e degli orari di apertura degli sportelli in tutti i comuni
montani della provincia.
Il Referente del Comitato Costituente di Enna di Futuro Nazionale
Avv. Carmelo Mirisciotti
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