Enna chiede il rientro delle Collezioni Argento e Cammarata: la richiesta ufficiale del sindaco al Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale
Il sindaco Mirello Crisafulli ha inviato una nota ufficiale al Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC), chiedendo l’avvio degli accertamenti necessari al rientro ad Enna delle Collezioni Archeologiche Argento e Cammarata, in passato oggetto di sequestro giudiziaria. È un passo inedito: per la prima volta il Comune, come istituzione, avvia formalmente le procedure per riportare in città un patrimonio che le appartiene.
La nota è indirizzata anche, per conoscenza, al Nucleo Carabinieri TPC di Palermo, all’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, alla Dirigenza generale del Dipartimento BCI e alla Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Enna.
Il Comune ricorda il proprio ruolo nella realizzazione del Museo Archeologico, inaugurato nel 1985, e del Museo Alessi, aperto nel 1987, frutto anche della collaborazione con la Soprintendenza dei Beni Culturali di Agrigento, all’epoca competente per il territorio ennese. I due musei rappresentano per la comunità un punto di riferimento identitario, oltre che una possibile risorsa per l’afflusso di visitatori.
Una volta conclusi gli accertamenti e rientrati i beni, il Comune prevede di allestire un’esposizione dedicata alle due collezioni, pensata come iniziativa unica nel suo genere per la città. Il progetto nasce con il consenso delle famiglie del notaio Argento e del barone Cammarata, che l’Amministrazione ringrazia per la disponibilità mostrata verso un’iniziativa di interesse pubblico.
“Le Collezioni Argento e Cammarata appartengono alla storia e all’identità di Enna”, dichiara il sindaco Mirello Crisafulli. “Il nostro obiettivo è restituirle alla comunità attraverso un’esposizione che meriti la loro importanza. Come la Dea di Morgantina è tornata ad Aidone, così le citate collezioni devono essere restituite alla nostra città .”


