Caldo nei cantieri, Fillea Cgil Enna: «Le ordinanze non bastano. Servono legge organica, controlli giornalieri e sanzioni più pesanti»
Enna, 20 luglio 2026 – «Rischi provocati dal caldo nei cantieri, le criticità restano evidenti e nella provincia di Enna i risultati sono addirittura disastrosi». Ne è certo Salvo Carnevale, segretario generale della Fillea Cgil di Enna, che elenca: «Inadempienze diffuse, controlli insufficienti, carenze di personale negli organi di vigilanza (che fanno già miracoli se pensiamo allo Spresal), difficoltà nel misurare le condizioni reali dei singoli cantieri, scarsa sensibilità di una parte del sistema imprenditoriale e ricorso ancora troppo limitato agli ammortizzatori sociali. E, ciò nonostante, l’impegno profuso dalla Fillea Cgil, che ha avuto un ruolo centrale, in questi anni, nell’innalzare l’attenzione sociale e istituzionale su questo argomento. Abbiamo promosso campagne, sollecitato e contribuito a scrivere ordinanze regionali e comunali, denunciato condizioni di lavoro inaccettabili e segnalato situazioni in cui la salute e la vita dei lavoratori venivano esposte a rischi gravissimi. Le ordinanze rappresentano un risultato importante delle battaglie sindacali e costituiscono uno strumento necessario. Ma l’esperienza di questi anni dimostra che sono soltanto un viatico, non l’approdo finale della battaglia contro il caldo. Non possiamo continuare ogni estate a rincorrere l’emergenza, aspettando la nuova ondata di calore, la nuova ordinanza, la nuova segnalazione o, peggio ancora, il nuovo malore (e ne abbiamo registrati parecchi). Il cambiamento climatico ha trasformato il caldo in un rischio lavorativo strutturale e prevedibile. Per questo la Fillea Cgil Enna ritiene necessario resettare la battaglia e dotarla di nuove parole d’ordine e di obiettivi più avanzati».
UNA LEGGE SPECIFICA SUL RISCHIO CALDO
Carnevale rileva: «Chiediamo una norma nazionale organica e restrittiva che integri e rafforzi il decreto legislativo n. 81 del 2008. La legge dovrà rendere obbligatoria, in ogni cantiere, una specifica valutazione del rischio caldo dentro un piano operativo estivo speciale anche nella progettazione degli appalti, come più volte chiesto da Fillea Cgil. La valutazione non potrà basarsi sulla sola temperatura dell’aria, ma sui fattori oggettivi che aggravano la condizione degli edili. Le circolari ci sono ma il fattore l’umidità viene utilizzato dalle imprese quando la risultante abbassa la temperatura per rientrare entro la soglia dei 35 gradi».
CHI ESPONE I LAVORATORI AL PERICOLO DEVE FERMARE IL CANTIERE
Il segretario generale della Fillea Cgil Enna continua: «Le violazioni non possono continuare a essere considerate semplici irregolarità formali. Chiediamo sanzioni amministrative e penali più gravose, la sospensione immediata delle lavorazioni oltre i limiti e, in caso di violazioni gravi o reiterate, lo stop all’attività produttiva durante le giornate e le fasce orarie classificate a rischio. Per le imprese recidive dovrà essere prevista anche l’interdizione temporanea dai lavori, con responsabilità solidale dell’impresa affidataria e del contraente generale nei cantieri in appalto e subappalto. La sospensione non dovrà mai trasformarsi in una penalizzazione per i lavoratori. E quando il cantiere si ferma per il caldo, deve essere garantita immediatamente una cassa integrazione speciale a copertura del salario che deve essere intero quando l’impresa è colpita da sanzione per mancato rispetto delle ordinanze anti caldo».
DUE CENTRALINE MICROCLIMATICHE IN OGNI COMUNE SICILIANO
Carnevale aggiunge: «Senza misurazione e trasmissione oraria dei dati previsionali non può esserci prevenzione. Chiediamo l’installazione di almeno due centraline microclimatiche in ciascuno dei 391 Comuni siciliani, per un totale di 782 postazioni. I dati dovranno essere pubblici, geolocalizzati, aggiornati in tempo reale e utilizzabili attraverso una piattaforma regionale accessibile ai lavoratori, alle imprese, alle organizzazioni sindacali e agli organi di vigilanza. Nei Comuni più estesi e nelle aree industriali, nelle cave, nei grandi cantieri infrastrutturali e nelle zone con forte concentrazione di attività edilizia prolungata dovranno essere installate ulteriori postazioni».
SQUADRE ANTICALDO OPERATIVE DALLE 10 ALLE 18
Il segretario generale della Fillea Cgil Enna ritiene che «un’ordinanza senza controlli rimane soltanto sulla carta. Chiediamo l’istituzione, per tutto il periodo estivo, di ‘squadre interistituzionali anticaldo’, composte da personale degli Spresal, dell’Ispettorato territoriale del lavoro e degli altri organismi competenti. Le squadre dovranno operare prioritariamente dalle ore 10 alle ore 18, effettuando accessi programmati e a sorpresa nei cantieri pubblici e privati, nelle cave, negli impianti e nelle attività all’aperto. Dovranno controllare Dvr, Pos, turnazioni, pause, straordinari, disponibilità di acqua e zone d’ombra, ascoltare lavoratori, Rls e Rlst e disporre immediatamente la sospensione delle lavorazioni in presenza di un pericolo grave. Per rafforzare i controlli si potranno utilizzare personale ausiliario e mobilità temporanea».
UNA TASK FORCE ESTIVA IN OGNI PROVINCIA
Ancora Carnevale: «In ogni Prefettura o Libero consorzio comunale dovrà essere istituita una task force provinciale con Prefettura, Asp-Spresal, Ispettorato del lavoro, Inps, Inail, Protezione civile, organizzazioni sindacali, associazioni datoriali, enti bilaterali e Casse edili. La task force dovrà riunirsi almeno una volta alla settimana e pubblicare un report contenente: numero dei cantieri controllati, violazioni accertate, sospensioni adottate, segnalazioni ricevute, richieste di cassa integrazione ed eventuali anomalie territoriali. Ogni settimana dovranno essere individuati i cantieri e le aree in cui concentrare prioritariamente i controlli».
UN PORTALE INPS CHE INCROCI CASSA INTEGRAZIONE E DATI DELLE CASSE EDILI
Il segretario generale della Fillea Cgil Enna chiede, ancora, «l’istituzione, all’Inps, di un portale statistico aggiornato settimanalmente che incroci le domande di cassa integrazione per eventi meteorologici con i dati climatici, le denunce mensili delle Casse edili e delle Edilcasse, il numero dei lavoratori e le ore denunciate. In questo modo sarà possibile verificare quali imprese abbiano sospeso le attività, per quante ore, quanti lavoratori siano stati coinvolti e quali aziende abbiano continuato a denunciare integralmente le ore lavorate anche nelle giornate caratterizzate da rischio elevato. I dati dovranno essere resi accessibili in forma aggregata alle organizzazioni sindacali e agli organi di controllo, nel rispetto della normativa sulla privacy».
IL REDDITO NON PUÒ DIPENDERE DAL METEO – LA SICUREZZA NON E’ NEGOZIABILE
Carnevale conclude: «Nessun lavoratore deve essere costretto a scegliere tra la propria salute e il salario. Le misure adottate dal Governo, fin qui, sono state totalmente superflue: veri specchietti per le allodole. Chiediamo piena copertura economica delle ore sospese, procedure semplificate per l’accesso alla cassa integrazione, tutela dell’anzianità, delle ferie, della tredicesima, dell’Ape e delle prestazioni delle Casse edili. Deve inoltre essere vietato l’utilizzo forzato di ferie e permessi in sostituzione degli ammortizzatori sociali. Le nuove parole d’ordine della Fillea Cgil Enna sono chiare: il caldo è un rischio strutturale, non un’emergenza stagionale; senza misurazione non esiste prevenzione; senza controlli le ordinanze restano sulla carta; chi mette in pericolo i lavoratori deve fermare il cantiere o il cantiere dovrà essere sospeso; la sospensione del lavoro non può significare sospensione del salario. La produzione non viene prima della vita. Quando il lavoro diventa pericoloso, il cantiere deve fermarsi. La realtà è, purtroppo, totalmente diversa!»


