Le città predispongono ormai ovunque dei rifugi climatici per ristorare la popolazione fragile durante le ondate – purtroppo sempre più frequenti – di calore estivo. Anche Enna, se osserviamo bene, possiede da sempre dei luoghi strategici che possono aiutare a trovare una pace termica. Proprio nella nostra città sono gli stessi luoghi che custodiscono il nostro patrimonio culturale e ambientale: la Chiesa Madre, l’interno della Torre di Federico, la Biblioteca Comunale, il Parco Proserpina, la Selva Pergusina. I rifugi climatici ufficiali indicati dai Comuni italiani devono possedere requisiti specifici, quali: accesso libero e gratuito, comfort termico inferiore ai 26 gradi, presenza di oasi di idratazione (fontanelle), sedute per riposare e servizi igienici. Non tutti i siti della nostra città possiedono l’insieme di questi requisiti. Vi sono però altri luoghi che potrebbero benissimo offrire le caratteristiche necessarie: il nuovo centro anziani riqualificato nei locali dell’ex macello, l’Urban Center, il Museo del Mito. Molte altre chiese potrebbero garantire un servizio di accoglienza della comunità se venissero aperte tutti i giorni dall’alba al tramonto. Per non parlare delle “Sette Stanze” sotto il Castello di Lombardia, la cui unica riserva all’accesso potrebbe essere rappresentata dall’idoneità strutturale. Tutti questi siti offrono una dimensione di quiete e silenzio, che andrebbe rispettata e garantita. Immaginiamoli non solo come tetti contro l’afa, ma come spazi sociali da vivere nel migliore dei modi: luoghi dove andare con gli amici per leggere un libro o un quotidiano, giocare a carte, disegnare, sdraiarsi sotto gli alberi o ascoltare musica in modo individuale con le cuffie. Se solo per un attimo immaginassimo che queste idee potessero divenire realtà, costringendoci a osservare la nostra quotidianità da punti di vista diversi, Enna si trasformerebbe in un vero paradiso terrestre.


