“A tri o a trentatri”.
Come ogni anno nei giorni immediatamente successivi alla festa patronale, avviene il “ti cuntu cachi fu”.
L’ennesima dimostrazione che buona parte del popolo Ennese , anziché fare tesoro della storia e leggere negli eventi i segni della tradizione agricola e religiosa della città, preferisce mettere a bando e a giudizio la resistenza dei Nudi, l’andamento della processione e tutto ciò che vi ruota attorno ( troppo giovani, non ci sono più i “viddani” di un tempo ecc..)
Ebbene delle volte la mia ,povera, conoscenza non mi permette di tacere.
I padri o “viddani” o anziani , chiamateli come preferite, hanno sempre raccontato un’altra storia. Hanno sempre letto gli eventi in un’altra maniera.
Maria è legata alla Terra,” Castrugiuvanni era sarmenta e frummintu e a Madonna ci cuncidiva sirbimintu”.
L’andamento della processione del 2 luglio è fortemente legato all’andamento della raccolta del fieno e del frumento.
Come la semina del frumento condiziona la festa “Do Signuri i Papardura”.
Quindi se potete smetterla con i soliti commenti “su troppu carusi, c’è maluvirsu, un sanu jittari i pidi”…
Altrettanto la frase “vanno messi in ordine di altezza”: Signori qui non esiste! C’è una tradizione secolare di tramando del medaglione, ciascuno ha il SUO posto, sia esso alto 2 m o 90 cm.
Ma io parlo e io mi sento.
Le tradizioni….
Enna mia.


