L’eucalipto e la quercia Libro di Poesie di Jean-Yves Frétigné
Giovedì 18 Giugno alle Ore 19:00 presso la Biblioteca Hennaion ci sarà la presentazione del primo libro di poesie del Prof. Jean-Yves Frètignè storico, studioso e maggiore esperto sulla figura del nostro concittadino Napoleone Colajanni.
Un’opera poetica straordinaria e profondamente evocativa dal titolo “L’eucalipto e la quercia”.
Già dal titolo, l’autore ci immette in un universo simbolico potentissimo. L’eucalipto e la quercia non sono semplici elementi della natura, ma diventano le coordinate di un viaggio intimo, culturale e filosofico. Da un lato abbiamo l’eucalipto: un albero slanciato, dai profumi intensi, spesso associato a terre calde, al Mediterraneo, alla flessibilità e alla rigenerazione. Dall’altro c’è la quercia: il simbolo universale della solidità, delle radici profonde che affondano nella storia, simbolo della resistenza al tempo e alle tempeste.
L’autore, noto per i suoi importanti studi storici e il suo legame profondo tra la Francia e l’Italia, usa questi due alberi per raccontare un dialogo tra mondi, un dialogo dell’anima tra storia, mito e natura. Questo dialogo affonda le radici nella grande tradizione letteraria che unisce il mondo classico a quello moderno.
Nelle liriche il paesaggio agreste si trasforma spesso in un vero e proprio locus amoenus: un luogo ideale di rifugio dagli affanni e dalla frenesia della vita presente, uno posto della memoria cristallizzato nel tempo e nello spazio dove l’anima può finalmente ritrovare se stessa.
Frétigné ci accompagna in un vero viaggio nel tempo: l’era classica e la vita dei campi cedono il passo, in silenzio, al mondo medievale dei monaci e dei cavalieri. Una “quercia colpita” che resiste nella sua torsione, simbolo perfetto di una memoria ferita ma che non si spezza, simbolo delle nostre radici storiche e le ferite del tempo che la poesia riesce a trasfigurare.
Emergono atmosfere che richiamano i miti celtici, del ciclo bretone e carolingio tra spade nascoste, foreste, e il sangue che “cade come perle nel calice”, un’immagine mistica che ricorda il Santo Graal in un prato del miracolo dove la storia antica dialoga con la nostra sensibilità moderna.
La figura del poeta si trasforma in quella di un pellegrino medievale che attraversa la pianura siciliana, lo stesso luogo sacro dove, secondo la leggenda, Proserpina fu rapita. L’autore descrive l’amata come un’opera d’arte classica innervata di vita, illuminata da un sole d’autunno che inonda le colline circostanti.
Come gli anelli nel tronco di una quercia, i versi custodiscono la memoria del passato, affrontando anche il tema del limite umano. la natura diventa il legame, l’anello di congiunzione tra i vivi e i morti, un monumento di affetti che sfida l’oblio del tempo.
Accanto all’anima del poeta riemerge quella dello storico riaffiorando alla maniera erodotea. Come nell’antico storico Erodoto, infatti il testo si arricchisce di veri e propri excursus paesaggistici ed etnografici. Frétigné non si limita a idealizzare la natura, ma ne offre descrizioni naturalistiche precise, evocazioni di usi, costumi e tradizioni dei luoghi che attraversa.
La sua è una scrittura fortemente sensoriale. Leggendo queste pagine sembra quasi di poter percepire il profumo delle foglie d’eucalipto mosse dal vento e, allo stesso tempo, di toccare la corteccia ruvida e rassicurante della quercia. Il linguaggio è curato, elegante, ma mai distante; possiede una grande forza visiva e cinematografica.
L’eucalipto e la quercia è un’opera che ci ricorda che non si tratta di scegliere se essere l’eucalipto o la quercia, ma di trovare lo spazio in cui queste due anime possono coesistere dentro di noi.
Frétigné ci invita a non dimenticare mai chi siamo e da dove veniamo — le nostre radici storiche, i nostri miti, la nostra quercia — senza però mai smettere di accogliere il cambiamento, la flessibilità e la bellezza della trasformazione, rappresentate dall’eucalipto. È un libro che parla al cuore di chiunque stia cercando il proprio posto nel mondo, in bilico tra il desiderio di volare verso il futuro e il bisogno di restare ancorato alla nostra terra e alla nostra memoria.


