Lardaruccio: “L’attuale situazione geopolitica, non deve spaventare.
L’ortofrutta si conferma un settore fondamentale per i consumatori, ma il comparto deve costantemente innovarsi ed essere sostenibile”
Identità, relazioni e qualità al Macfruit 2026 che si è appena concluso a Rimini, confermandosi la fiera più importante in Italia per il settore dell’ortofrutta, grazie all’incremento dei buyer provenienti, nonostante il periodo difficile che si sta vivendo a livello globale, da più di ottanta paesi e con un forte aumento anche in termini di espositori.
“Sono stati giorni di networking e meeting, ma anche confronto dibattiti sul futuro” spiega Rocco Lardaruccio amministratore Unica, azienda il cui core business è l’agrumicoltura e che produce e confeziona anche altre referenze ortofrutticole.
“Il periodo di instabilità geopolitica che viviamo, non deve spaventare, nonostante incida direttamente sui costi e sulla logistica – continua Lardaruccio – Dobbiamo sempre avere presente che l’ortofrutta è protagonista non solo a livello salutistico e alimentare, ma anche a livello educativo e sostenibile. Certamente per offrire sempre qualità e non disperdere le colture, bisogna agire concretamente sulle emergenze fitosanitarie e sulla ricerca al fine di prevenire i danni dovuti ai cambiamenti climatici”
Fondamentale, ha sottolineato Lardaruccio “è innovare e avere una filiera sostenibile, utilizzando sempre meno agrofarmaci e metodi post raccolta che migliorino il prodotto in termini qualitativi e ambientali. Come Unica crediamo che la sostenibilità dev’essere a 360°, per questo ci stiamo impegnando sempre più nella ricerca e nella riduzione dei consumi energetici. Stiamo sperimentando una concimazione non invasiva così da non impattare negativamente sull’ecosistema. Ciò però che mi sta a cuore – conclude Lardaruccio – è anche la sostenibilità sociale. I KPI di un’impresa sono importanti, ma devono guardare al lungo periodo, al territorio e alle risorse umane interne ed esterne”


