GIUSTIZIA, ANTOCI (M5S): BENE APERTURA COMMISSIONE SU ASSOCIAZIONE MAFIOSA COME REATO EUROPEO
Antoci: “La norma sul crimine organizzato è un’occasione che non possiamo perdere. Ci sia reato di associazione mafiosa.”
Bruxelles, 20 aprile 2026 – Inequivocabile la posizione presa dalla Commissione quest’oggi, nel corso dell’audizione pubblica “Il futuro della cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale nell’Unione europea” che si è tenuta al Parlamento europeo in Commissione LIBE.
In questa occasione, in seguito all’intervento dell’Onorevole Antoci, che ha più volte chiesto dal suo arrivo in Parlamento europeo l’inserimento del reato associativo nella norma, la Commissione europea ha confermato che nella revisione della Framework Decision tale fattispecie è in corso di valutazione per il suo inserimento.
L’Onorevole Giuseppe Antoci, europarlamentare del Movimento 5 Stelle, ha sottolineato la necessità di un intervento normativo ambizioso e coerente, che renda più efficace il contrasto alle organizzazioni criminali a livello europeo.
“Così come confermato dal Commissario europeo Brunner in passato a una mia specifica sollecitazione, siamo vicini a una svolta attesa da anni” dichiara Antoci. “È fondamentale arrivare a una definizione europea di associazione mafiosa che sia chiara, precisa e capace di cogliere la complessità del fenomeno”.
“Abbiamo chiesto alla Commissione” prosegue Antoci “di garantire che la revisione normativa tenga conto delle migliori esperienze nazionali, a partire da quella italiana, che ha dimostrato l’efficacia di strumenti giuridici avanzati nel contrasto alla criminalità organizzata”.
Particolare attenzione viene posta anche al tema della cooperazione tra Stati membri: “Solo attraverso un coordinamento rafforzato tra autorità giudiziarie e forze di polizia – ancora Antoci – sarà possibile contrastare efficacemente reti criminali sempre più transnazionali e strutturate”.
“La lotta alla mafia è una priorità europea. L’Unione deve dotarsi di strumenti adeguati e uniformi, senza zone d’ombra e senza ritardi. L’esperienza italiana dimostra che quando prevenzione, controllo e cooperazione lavorano insieme, i risultati arrivano. Ora serve fare questo salto di qualità anche a livello europeo” conclude Antoci.


