SOS CASTELLO DI GRESTI: IL GRUPPO ESCURSIONISTI DEGLI EREI PASSA ALL’AZIONE
Il Gruppo Escursionisti degli Erei, attraverso il suo rappresentante Edmondo Baviera , ha presentato un esposto-diffida urgente per salvare il Castello di Gresti (Pietratagliata) e garantire la sicurezza dei cittadini.
Siamo oltre 1.230 iscritti e non possiamo più stare a guardare mentre un simbolo del nostro territorio rischia di scomparire o, peggio, di causare una tragedia.
OGGETTO: ESPOSTO URGENTE – Pericolo imminente crollo totale Castello di
Gresti (Pietratagliata) – Foglio 3, Particelle 11 e 10. Istanza di intervento e
messa in sicurezza della S.P. 67.ovvero di esproprio o cessione per pubblica
utilità
Io sottoscritto BAVIERA EDMONDO, nato in Aidone il 12.03.1957
(BVRDND57C12A098L) ed ivi residente alla Via P.S. Mattarella Pal. A, in
qualità di rappresentante del Gruppo Escursionisti degli Erei, associazione no-
profit attiva nella tutela del territorio che conta ad oggi circa 1.230 iscritti,
espongo e chiedo quanto segue.
Il Castello di Gresti in territorio di Aidone (EN), al NCT foglio 3, particelle 11 e
10, è un monumento di inestimabile valore, censito dal FAI e meta di visita per
gli escursionisti di tutta Italia.
La torre, alta circa 36 metri, è in fase di cedimento progressivo. Circa un
quarto della struttura (lato sud-ovest), dove risiedeva il vano della scala a
chiocciola, è già crollato negli anni passati, rendendo la restante parte estremamente instabile.
La struttura sovrasta direttamente la Strada Provinciale n. 67, via percorsa da
escursionisti, turisti, mezzi agricoli e proprietari terrieri.
Ebbene il rischio di un crollo totale sulla SP espone da molti decenni la
proprietà e gli Enti preposti a gravissime responsabilità civili e penali per
l’incolumità pubblica (es:. art. 677 c.p. e art. 30 Codice della Strada);
La normativa vigente, in particolare il D. Lgs. n. 42/2004 – Codice dei beni
culturali e del paesaggio, impone alla Soprintendenza e agli organi competenti
precisi obblighi di intervento (Art. 32 e Artt. 95 e seguenti), soprattutto in caso
di inerzia dei proprietari che, come detto si protrae da decenni
L’acquisizione al Demanio Pubblico (tramite esproprio o cessione volontaria) è
l’unica via legale per accedere ai finanziamenti europei (FESR/PNRR), preclusi
ai privati, necessari per il consolidamento e il restauro.
Tutto ciò premesso e considerato,
io sottoscritto CHIEDO e DIFFIDO agli Enti in indirizzo, per quanto di rispettiva
competenza:
1) di procedere senza indugio a diffidare formalmente i proprietari delle aree
affinché provvedano all’immediata messa in sicurezza delle zone a rischio di
crolli;
2) di procedere d’ufficio, in caso di mancata ottemperanza entro i termini di
legge, all’esecuzione dei lavori necessari a tutela della pubblica incolumità e del
patrimonio storico, con rivalsa delle spese.
In ultimo evidenzio che l’acquisizione al Demanio Pubblico (tramite esproprio o
cessione volontaria) sarebbe l’unica via per accedere ai finanziamenti europei
(FESR/PNRR) e, quindi, per procedere ai necessari interventi di
consolidamento, restauro e “recupero” di un bene inestimabile.
In tale senso sollecito la Soprintendenza e l’Assessorato Regionale, qualora non
si addivenisse ad una cessione volontaria, ad avviare le procedure per
l’esproprio per pubblica utilità delle particelle 11 e 10, foglio 3.
Al Libero Consorzio di Enna e al Sindaco di Aidone chiedo di verificare
immediatamente la sicurezza della S.P. 67 e intervenire anche quale autorità di
Protezione Civile.
In caso di inerzia degli ENTI sopra interpellati, si attiveranno le opportune
azioni, anche di natura penale ricorrendone i presupposti.Allego il mio documento d’identità e nn. 4 fotografie dei luoghi.


