Lo sfruttamento lavorativo in agricoltura è un fenomeno complesso che può essere contrastato solo attraverso un approccio coordinato e attraverso un sistema di governance multilivello.
I fenomeni più gravi di sfruttamento lavorativo sono caratterizzati dall’esasperazione dei principali indici di sfruttamento, fra cui il lungo orario di lavoro, la bassa retribuzione, le condizioni di lavoro e di alloggio prive dei requisiti minimi di sicurezza e igiene, se non decisamente degradanti. In questi casi lo sfruttamento lavorativo può presentare un grado elevato di disvalore sociale e penale, tanto da configurare il delitto di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.
La promozione di un tessuto di aziende agricole sostenibili dal punto di vista economico, sociale e ambientale è essenziale per assicurare la qualità dei prodotti e garantire condizioni di lavoro dignitose, valorizzare il potenziale economico delle imprese e promuovere la crescita ed il benessere dei diversi territori. Una giusta retribuzione agli operatori della filiera produttiva agroalimentare assume un’importanza cruciale per la prevenzione dello sfruttamento lavorativo.
Il contrasto a questo fenomeno produce una garanzia effettiva dei diritti dei lavoratori e la salvaguardia delle imprese agricole che subiscono la concorrenza sleale di chi sfrutta il lavoro della manodopera.
Pagina Facebook Fabio Venezia


