Progetto HGC Healthy & Green Cereal
Pronto il Portale per il calcolo dell’impronta di carbonio:
Un sistema informatico che aiuterà i cerealicoltori a valutare il livello di sostenibilità delle aziende
Tra prove di panificazione e pastificazione, il progetto HGC (Healthy & Green Cereal, finanziato dalla sottomisura 16.1 del PSR Sicilia 2014-2022) prosegue con le sue attività legate non solo agli aspetti agronomici e ai processi di trasformazione dei cereali e delle leguminose, ma anche alla produzione di energia da fonti rinnovabili e all’introduzione nella filiera cerealicola regionale di strumenti per valutare la sostenibilità ambientale sia delle pratiche agronomiche che dei processi di trasformazione. Su quest’ultimo punto le sei aziende agricole, partner di progetto, si sono riunite nella sede della Cooperativa Valle del Dittaino, per presentare il Portale realizzato dall’Università Politecnica delle Marche (altro partner): un sistema informatico che aiuterà i cerealicoltori a determinare la loro impronta di carbonio (carbon footprint), per valutare il livello di sostenibilità e indirizzare le scelte verso pratiche agronomiche e di processo con minore impatto sull’incremento di anidride carbonica sull’ambiente.
L’impronta di carbonio misura la quantità totale di gas serra (GHG) emessa durante l’intero ciclo di vita di un prodotto o di un’attività, dalla produzione alla gestione dei rifiuti. L’impronta di carbonio aiuta ad identificare le aree in cui si possono adottare misure per ridurre le emissioni di gas serra, contribuendo alla lotta contro il cambiamento climatico.
“Avere contezza di quanto siano ecosostenibili i propri sistemi di produzione darà alle aziende elementi interessanti per poter mettere in moto processi virtuosi” ha commentato il responsabile del progetto Bernardo Messina, ricercatore del Consorzio di Ricerca “Gian Pietro Ballatore”, ente capofila.
“Questo portale permetterà ai partner HGC di poter inserire e analizzare le informazioni agronomiche in loro possesso al fine di calcolare in modo autonomo l’impronta di carbonio dei propri prodotti e consentire loro di poter migliorare le performance ambientali”, ha commentato Daniele Duca, Università Politecnica delle Marche. “Questo calcolatore tiene in considerazione diversi fattori che vanno dalla resa produttiva ai fertilizzanti, dai trattamenti fitosanitari alle lavorazioni effettuate e ad altre caratteristiche dei prodotti stessi. I risultati sono disaggregati in funzione dell’impatto di queste informazioni, ciò permette di capire non solo l’impatto totale dei prodotti, ma anche l’origine di questo impatto, consentendo di operare di conseguenza per ridurlo. Questi risultati possono essere utilizzati come base per l’ottenimento di eventuali certificazioni di sostenibilità, ma anche per il marketing ambientale. “Il portale per il calcolo dell’impronta di carbonio è stato costruito in pieno accordo con le norme tecniche ISO 14040 e ISO 14044 che costituiscono lo standard di riferimento internazionale – ha aggiunto Alessio Ilari, Università Politecnica delle Marche. “Questo strumento, rispetto ad altri che possono essere trovati in rete, mantiene inalterati i principi di base delle valutazioni di impatto ambientale come l’LCA (Life Cycle Assessment Valutazione del ciclo di vita) tra i quali il rispetto dell’obiettivo dello studio e il rispetto della qualità dei dati che vengono inseriti”. Tutti i partner del progetto hanno condiviso le informazioni sia sulla struttura della filiera sia su dati effettivi dei consumi di combustibili per le operazioni, dei consumi di carburanti per operazioni accessorie, di prodotti fertilizzanti e agrofarmaci. Questi dati sono stati inseriti utilizzando il metodo LCA all’interno di uno script, che è alla base del portale per il calcolo della Carbon footprint e rispetta appieno gli standard internazionali di riferimento.


