Il lutto nazionale e i giorni di suffragio per Francesco non permettono il regolare svolgimento ad Enna della festa di Santa Maria La Nova, a “Donna Nova”, una delle feste più antiche e solenni della città, culminante quest’oggi, relegata alle sole funzioni religiose, senza processione.
Santa Maria La Nuova, un titolo eloquente in un luogo altrettanto eloquente , ricco di storia e fascino. Ricorda Fra Giovanni De Cappuccini che la festa di Santa Maria La Nuova era la terza festa della città per concorso di popolo, dopo quella patronale e del Signore Ritrovato di Papardura, tanto era grande e forte la devozione ennese, nata in un luogo singolare della città : dove oggi sorge la Chiesa dalle due torri campanarie, un tempo si radunarono i templari, e ancora nel corso dei secoli operò il lazzaretto della città.
In questo luogo di sofferenza e morte, sorse il culto alla Vergine Maria abbracciata al Figlio Risorto, così magistralmente rappresentato nel secentesco simulacro di Giovan Battista Livolsi: la nuova Eva così stretta al nuovo Adamo, la Nuova Gerusalemme abbracciata al Suo Sposo, il Redentore che abbraccia la Creatura Nuova Maria, La Nuova Eva e in lei tutta la Chiesa fatta Nuova dalla Sua Pasqua.
In questo abbraccio si condensa il mistero della fede cristiana, quello nella nuova vita nel Risorto, oltre la sofferenza e la morte. In questo abbraccio, nel gesto della Madre che tocca il costato del Figlio, la speranza di ogni cristiano, di partecipare con la sua Pasqua a quella Eterna del Risorto.
In quell’abbraccio rivediamo i nostri cari che ci hanno preceduto, rivedo la mia amata nonna così devota alla sua “Donna Nova”, rivediamo l’amato e compianto Papa Francesco, non più visibile ai nostri occhi, ma certamente incluso in quell’abbraccio di Vita, presentato al cospetto di Cristo Risorto dalla Vergine Maria, la Donna Nuova, la Salus Populi Romani.


