Il diritto canonico, l’etica ed il processo penale.
Si leggono e si odono, in questi giorni, roventi polemiche inerenti la partecipazione di un alto prelato ennese ai riti della settimana santa di Enna.
È necessario ed utile, a mio parere, distinguere tre profili.
Il primo: il diritto canonico è l’insieme delle norme giuridiche che regolano la Chiesa cattolica ed i fedeli.
Sotto questo profilo è legittimo che la comunità dei fedeli si interroghi sulla opportunità, o meno, che un uomo di chiesa, coinvolto in note vicende processuali, possa proporsi, liberamente, alla comunità dei credenti, anche attraverso l’amministrazione del culto.
Secondo: l’etica è il ramo della filosofia che si occupa della sfera delle azioni umane, buone o cattive.
Riguardo a tale profilo, è evidente che chiunque – agnostico, ateo o credente – debba e possa interrogarsi sulla natura della condotta umana, in una prospettiva generale e, pure, con riguardo alle azioni, biasimevoli, del singolo individuo.
Terzo: da ultimo, ma non per importanza, la giurisdizione penale.
Con riferimento a tale ultimo profilo, ritengo criticabili le affermazioni di quanti manifestano indignazione sulla persona del prelato in quanto coinvolto, personalmente, nella vicenda processuale penale.
È principio cardine di uno stato di diritto quello secondo cui nessuno può essere ritenuto colpevole sino alla definizione del terzo grado di giudizio.
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