«Valuto di presentare, insieme alle rappresentanti istituzionali e alle donne della società civile siciliane che vorranno unirsi, un’apposita denuncia-querela nei confronti di Romano Prodi e a sostegno di Lavinia Orefici, la giornalista di “Quarta Repubblica” aggredita e scimmiottata mentre svolgeva legittimamente ed educatamente il proprio lavoro.
È da poco trascorsa la farsa della festa della donna, abbiamo inutilmente colorato migliaia di panchine di rosso, ci battiamo il petto a ogni femminicidio, ma la violenza che una donna subisce ogni giorno, anche solo nell’esercizio del proprio lavoro, non trova mai né fine né giustizia.
La cafoneria, con retrogusto di violenza, di Prodi spero non passi inosservata. Le ha urlato contro, l’ha derisa, l’ha toccata con fare misognino, lui che passa, insieme a tutto il Pd, come il paladino della democrazia. Se lo avesse fatto un leader di centrodestra, sarebbe già crocifisso! La Schlein, da leader donna, dovrebbe inibirlo da ogni ruolo e tappargli la bocca. Ma l’ipocrisia della sinistra arriverà a trovare una giustificazione anche per questo atteggiamento misogenio e inaccettabile.»
Lo dichiara Annalisa Tardino, già deputato europeo della Lega.


