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LA FERROVIA DIMENTICATA: “À Piducchiusa” Lungo il Cammino di San Giacomo in Sicilia

Riccardo Gennaio 30, 2025 5 minuti letti
stazione ferroviaria

LA FERROVIA DIMENTICATA: “À Piducchiusa” Lungo il Cammino di San Giacomo in Sicilia
La ferrovia a scartamento ridotto Valguarnera-Piazza Armerina-Caltagirone restò in servizio dal 1924 al 1963. Era uno dei rami complementari delle ferrovie siciliane e la sua realizzazione aveva richiesto almeno un ventennio di lotte politiche, condotte con determinazione dalla classe dirigente e dalla popolazione della nostra Città.
Questa iniziativa intende riaccendere la memoria delle speranze di riscatto e del difficile rapporto tra la gente del centro della Sicilia e il potere dello Stato.
Perché si parla di riscatto?
Perché la storia delle ferrovie in Sicilia è una storia di pressioni, raccomandazioni, baronie, interessi specifici e occasioni mancate. Il caso della deviazione della linea Catania-Palermo, avvenuta negli anni Settanta del XIX secolo, fu un vero scandalo. La scelta di far passare la ferrovia attraverso le desertiche aree della Piana del Dittaino, anziché attraversare territori ricchi e popolosi, privò del servizio ferroviario numerosi comuni: Palagonia, Lentini, Carlentini, Scordia, Francofonte, Militello Val di Catania, Mineo, Grammichele, Caltagirone, San Michele di Ganzaria, San Cono, Mirabella Imbaccari, Piazza Armerina, Aidone, Mazzarino, Barrafranca e Pietraperzia. Si trattava di un’area con circa 200.000 abitanti e un’economia agricola e industriale fiorente, penalizzata per una decisione priva di logica.
L’Associazione Borgo San Giacomo di Piazza Armerina, rievoca questa vicenda, ancora oggi attuale, attraverso un raro e prezioso opuscolo scritto dall’avvocato Giuseppe Arcurio, studioso di ferrovie, appassionato di economia e cittadino profondamente legato alla sua Città.
Cosa racconta l’opuscolo di Arcurio?
Nel 1886, Arcurio pubblicò a Piazza Armerinaun intervento intitolato:
“I mille chilometri di Ferrovie Complementari – Diritti della Città di Piazza Armerina e della Provincia di Caltanissetta”, stampato dallo Stabilimento Tipografico di Adolfo Pansini.
L’autore non nascose la sua delusione per le polemiche e le falsità che ostacolarono le sue idee innovative. Tuttavia, fu incaricato da una Commissione permanente del Comitato Monarchico-Costituzionale-Elettorale di redigere una monografia che dimostrasse come il collegamento ferroviario con la stazione di Assoro-Valguarnera- Piazza Armerina – Caltagirone non fosse un privilegio, ma una riparazione a una grande ingiustizia e il rispetto di vecchie promesse governative.
Purtroppo, nella nostra Città esiste da sempre l’abitudine di osteggiare i suoi cittadini più lungimiranti, per poi appropriarsi delle loro idee quando queste diventano patrimonio comune. Ma Arcurio non si lasciò scoraggiare e scrisse con ardore e lucidità, denunciando gli abusi del potere politico, che penalizzavano la rappresentanza parlamentare della Provincia di Caltanissetta, frazionando arbitrariamente i collegi elettorali.
L’avvocato documentò con rigore come tali manovre politiche abbiano negato diritti fondamentali alle popolazioni laboriose del territorio, ostacolando il loro progresso economico e sociale.
E poi? Tutto finì nel nulla?
Non esattamente. Dopo amministrazioni comunali inefficaci, fu il nuovo sindaco, Cav. Crescimanno, a rilanciare la battaglia per ottenere la ferrovia. Il volume di Arcurio non descrive la soluzione del problema, ma nel 1886 si ottenne un primo successo: il governo classificò le tratte richieste nella quarta categoria, un riconoscimento che, dopo 38 anni, si tradusse nella realizzazione effettiva della ferrovia.
Non sappiamo se Arcurio abbia vissuto abbastanza a lungo da assistere all’inaugurazione della linea ferroviaria nel 1924, ma di certo la sua battaglia contribuì a far valere i diritti di Piazza Armerina.
E ora il testimone passa al Cammino di San Giacomo in Sicilia, che ha tracciato buona parte del suo percorsolungo il vecchio sedime ferroviario, da Caltagirone sino a Valguarnera, in un’ottica di turismo lento e sostenibile.
Quella ferrovia, conosciuta come la “Via dello Zolfo”, aveva i limiti dello scartamento ridottoe delle forti pendenze, che richiedevano locomotive potenti e grandi sacrifici ai passeggeri. Tuttavia, rappresentava un’importante risorsa per lo sviluppo economico del territorio.
Oggi, questa linea ritrova nuova vita, trasformandosi in un percorso di cammino che valorizza il paesaggio, la storia e le comunità locali. Quella che un tempo fu la “tratta della riparazione”, ora si inserisce in un’ulteriore “riparazione”, non più ferroviaria, ma culturale e ambientale: un modo per restituire dignità a un tracciato storico, adattandolo alle esigenze del turismo sostenibile e alla riscoperta delle aree interne della Sicilia.
Nel 1963 i piazzesi si ribellarono alla chiusura della ferrovia!
Sì, nel 1963, sotto il sindaco On. Giuseppe Sammarco, il governo nazionale decise di sopprimere la tratta Dittaino-Valguarnera-Piazza Armerina-Caltagirone. La popolazione insorse, scendendo in piazza con veemenza. Si verificarono gravi disordini, ma la protesta fu vana:
La ferrovia fu chiusa.
La stazione abbandonata.
Le rotaie rimosse.
Le traversine furono vendute abusivamente e trasformate in mobili e parapetti di camini.
Finì un’epoca.
Questa fu un’altra ferita per Piazza Armerina, che subì anche la chiusura degli Uffici Finanziari e della Pretura. La Città, privata di servizi essenziali, si sentì tradita dal potere centrale e subì un’ondata di emigrazione: molti partirono per il Nord Italia, l’America e l’Australia, raggiungendo parenti emigrati nel primo dopoguerra.
“Oggi, immaginare di sanare questa ferita è solo un palliativo. tuttavia, la memoria, la conoscenza e la riconoscenza restano strumenti fondamentali per preservare il ricordo e rendere giustizia alla storia. Oggi possiamo dire di aver iniziato a risanarla anche attraverso il Cammino di San Giacomo in Sicilia, un percorso che unisce spiritualità, cultura e consapevolezza del passato, sfruttando tutto ciò che è percorribile lungo l’ex tratta ferroviaria Caltagirone – Piazza Armerina – Valguarnera.” @tutti #PiazzaArmerina #caltagirone #Valguarnera #ferrovia #apiducchiusa

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