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Sanità. Cittadini (AIOP Sicilia) “Necessario sospendere la disciplina concorrenziale in sanità per rivederne i criteri ed evitare, nelle Regioni, gare a ribasso sulla salute della popolazione”

Riccardo Dicembre 18, 2024 4 minuti letti

Sanità. Cittadini (AIOP Sicilia) “Necessario sospendere la disciplina concorrenziale in sanità per rivederne i criteri ed evitare, nelle Regioni, gare a ribasso sulla salute della popolazione”

“Come rappresentati della componente di diritto privato del Servizio sanitario nazionale e regionale non possiamo che plaudire alla sospensione della disciplina concorrenziale in sanità, finalizzata ad una sua revisione complessiva.
Un intervento opportuno e non rinviabile sul quale, tuttavia, abbiamo letto tutto, meno che la verità”.
Barbara Cittadini, Presidente AIOP Sicilia e Vicepresidente di AIOP nazionale, commenta così l’approvazione della Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2023, avvenuta in doppia lettura al Senato giovedì 12 dicembre.
In particolare, l’articolo 36, sospende l’efficacia delle disposizioni in materia di accreditamento e stipulazione di accordi contrattuali con il SSN fino agli esiti del Tavolo di lavoro per lo sviluppo e l’applicazione del sistema di accreditamento nazionale e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2026. La Legge, a seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, è appena entrata in vigore.
-“Quando la narrazione, dalla Sicilia all’intero Paese, ruota attorno a concetti come “oligopolio” e parifica questa, indispensabile, misura a quelle relative alle concessioni balneari o ai trasporti locali, trascura colpevolmente la natura, l’assetto regolatorio e le caratteristiche proprie dei nostri SSR, che presentano una natura fortemente regolata e che non sono strutturati in base a criteri di mercato ma a criteri di servizio pubblico di erogazione delle prestazioni a carico dello Stato;

La conseguenza è che, con la Legge 118/2022, contrariamente e insanabilmente in contrasto rispetto a quanto previsto dalla direttiva europea, che all’art. 2.2 lett. f) della Direttiva Bolkestein che esclude dal proprio ambito di applicazione i servizi sanitari, ad essere messo a gara è il diritto alla salute di tutte e di tutti.
Nonostante questo, di per sé sufficiente a comprendere il perché questo settore sia stato escluso a livello europeo, occorre precisare che come imprenditori non possiamo, ontologicamente, essere contrari al concetto di concorrenza.
Siamo – precisa la Presidente AIOP Sicilia e Vicepresidente di AIOP nazionale – contrari a regole e criteri indefiniti e manifestamente illogici. Criteri, in questo caso, potenzialmente pericolosi in termini di qualità di prestazioni e cure che siamo in grado di erogare alla popolazione, alla quale non potremo nemmeno più assicurare continuità assistenziale.
Quando la concorrenza implica, ad esempio, una gara a ribasso con sconti tariffari si traduce, inevitabilmente, in una riduzione della qualità delle cure garantite agli utenti.
_ Soprattutto se si legge tutto questo nell’ottica di un sistema nel quale gli erogatori sono remunerati sulla base di tariffe datate e anacronistiche e sono soggetti a tetti di spesa che, quest’anno, per la prima volta dopo oltre dodici anni, sono stati lievemente rivisti.
Del tutto incongrua ed inidonea – l’incertezza della periodicità degli affidamenti – ad assicurare la continuità delle prestazioni assistenziali ai pazienti e la corretta valutazione del rischio d’impresa che richiede una attenta riflessione, oltre che sul valore degli investimenti effettuati (siano essi tecnologici od occupazionali), anche, sul tempo necessario al loro ammortamento che, sicuramente, non può coincidere con la programmazione di breve periodo.
Quando parlo di rischio per la continuità assistenziale mi riferisco, anche, alla possibilità che sia leso il diritto alla libera scelta del luogo di cura da parte dei pazienti che, da un giorno all’altro, potrebbero essere costretti a spostarsi dal luogo di cura prescelto, dirottati – non per loro volontà – verso altre strutture.
Da queste poche considerazioni emerge chiaramente l’effetto che se non corretto rischia di essere marcatamente distorsivo della nuova disciplina della concorrenza in sanità, che interviene su quello che non può nemmeno essere chiamato libero mercato.

Ecco la ragione per la quale è necessario prestare massima attenzione a livello nazionale e regionale.
Noi, come strutture siciliane dirette destinatarie di questi interventi, siamo, come sempre, disponibili a collaborare con l’Assessorato, che già aveva istituito un gruppo di lavoro sul tema, affinché si riesca a salvaguardare la sostenibilità di tutte le strutture, che operano ingenti investimenti tecnologici al fine di assicurare i più alti standard di efficacia delle cure, così salvaguardando la tenuta, anche qualitativa, del nostro SSR. La revisione complessiva e l’individuazione dei principi di riforma dell’intera normativa è indispensabile non solo per la sostenibilità delle nostre aziende ma per la tutela del diritto alla salute della popolazione.”, conclude Barbara Cittadini.

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Riccardo

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