Sanità: Cgil , livelli essenziali di assistenza nell’Isola sotto la soglia della sufficienza
“Servono investimenti e volontà politica di cambiare le cose. Il governo regionale non può stare a guardare. L’autonomia differenziata allargherà il divario Nord- Sud”
Palermo, 16 luglio- In Sicilia non sono garantiti ai cittadini i livelli essenziali di assistenza sanitaria
( Lea). E’ quello che emerge dall’analisi del Nuovo strumento di garanzia, che misura per il ministero della Salute la qualità delle cure ai cittadini. La Sicilia non raggiunge la soglia della sufficienza, fissata in 60, nell’area della prevenzione (46,55) e in quella distrettuale ( 50,45) e la supera di poco, con 69,11, nell’area ospedaliera. A riprendere i dati è la Cgil Sicilia che, in una nota del segretario generale, Alfio Mannino, e del componente di segreteria Francesco Lucchesi, rileva che “in siffatta condizione , in cui è di fatto violato il principio costituzionale di uguaglianza dei cittadini nell’esercizio del diritto alla salute, è impensabile che intervenga una misura come l’autonomia differenziata che va a legittimare normativamente il divario tra Nord e Sud”. La Cgil si chiede se “il Presidente di una regione come la nostra altamente inadempiente quanto a riorganizzazione e rilancio della sanità, abbia contezza del danno ulteriore che produrrà una misura a cui lui ha dato il via libera, diversamente da quello che hanno fatto i presidenti delle altre regioni meridionali”. Mannino e Lucchesi dicono che “la spia della bassa qualità dei servizi sanitari regionali in Sicilia e nelle altre regioni meridionali è l’aspettativa di vita, inferiore alla media nazionale”. “E’ una situazione drammatica- sottolineano i due esponenti della Cgil- di fronte alla quale servono investimenti per strutture e personale e il governo regionale non più può stare a guardare, ma deve intervenire col governo nazionale, a sostegno dei diritti dei cittadini, e facendo tutto ciò che è di propria competenza, a partire dalla riorganizzazione della rete ospedaliera, rispetto a cui è altamente inadempiente”. Il fatto che non siano garantiti i servizi essenziali , “farà crescere la mobilità sanitaria- affermano Mannino e Lucchesi- con maggiori costi per la Sicilia e i cittadini e col rischio di perdere molte professionalità che cercheranno nel privato o fuori dalla Sicilia maggiori soddisfazioni personali ed economiche. E’ chiaro che il raggiungimento di un livello soddisfacente di Lea- sottolineano- è cosa prioritaria e per questo servono risorse economiche e volontà politica”.


