NON È UN CONDONO MA UNA MICRO SANATORIA PER RICCHI
Così serve a poco o nulla, dice l’UPPI
“Eravamo favorevoli a un condono, non ad una semplice sanatoria e comunque
molto costosa: per sanare una veranda in una casa da 250mila euro se ne devono
spendere 30mila!”. Rimane sospeso il giudizio del presidente provinciale dei piccoli proprietari immobiliari, Luigi Scavuzzo, sulla bozza del testo del decreto legge “salva-casa”, votato oggi dal Consiglio dei ministri. Una regolarizzazione ben diversa da quella che i proprietari si aspettavano; che potrà anche contribuire a rimettere sul mercato alcuni immobili nella nostra provincia che ha parecchi piccoli abusi da sanare, ma, in sostanza, “E’ un condono per ricchi”.
Si tratta solo di un ritocco estetico alla vetusta e pesantissima disciplina edilizia: la
regolarizzazione non interessa, per esempio, le difformità realizzate in fase di costruzione e quindi coeve palesemente con la costruzione del fabbricato quali maggior superficie/volume e maggiore altezza del fabbricato e non parla di cosa accade con i vincoli.
Insomma, solo se verrà ampiamente migliorata questa norma potrà avere una utilità
pratica per i milioni di proprietari oppressi da piccoli errori correggibili senza offendere il paesaggio e l’ambiente, ma che oggi impediscono la libera circolazione
delle case.
L’UPPI auspica che il Parlamento possa perfezionare il testo approvato dal Consiglio
dei Ministri e accogliere alcune delle proposte formulate dall’UPPI Nazionale.


