L’ACCADEMIA PERGUSEA E IL LIONS CLUB DI ENNA RACCONTANO
IL CARNEVALE SICILIANO E SARDO
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Soleva dire, Albert Einstein, che le menti sono come il paracadute, servono se sono aperte!
E le menti dei Presidenti dell’Accademia Pergusea e del Lions Club di Enna, Avv. Maria Grazia Lo Iacona e Dott. Romano Amico, tali si sono dimostrate.
D’altronde non poteva essere diversamente, in quanto espressioni autentiche di due importanti sodalizi.
Così, lo scorso 8 febbraio, si sono trovati, davanti a un folto ed entusiasta gruppo di soci e amici, al ristorante “Garden” – Pergusa – per ascoltare la narrazione dei tradizionali carnevali della Sicilia e della Sardegna, svolta dalla Prof.ssa Graziella Cerina Puleo, con fine cognizione di causa (Graziella è, infatti, Sarda di origine e Siciliana di adozione, nonché appassionata delle tradizioni delle due Isole).
All’insegna dell’Amicizia e dell’Armonia, i due Presidenti, con una felice intuizione, hanno trovato un punto di incontro per onorare il fine statutario del “Recupero e Promozione delle Tradizioni” (Accademia) e il service distrettuale “Miti e Tradizioni” (Lions).
Ma prima della narrazione, ha avuto luogo un importante momento: l’ingresso nell’Accademia Pergusea, di tre valenti nuovi soci: la Dott.ssa Alessia Fontanazza -Mediatore Civile -; la Dott.ssa Sara Padalino – Neuropsichiatra Infantile -; e l’Avv. Gaetano Cantaro.
“Siete espressione di importante linfa e preziosi stimoli” – ha detto la Presidente Maria Grazia, nel consegnare loro il Certificato di Appartenenza (Cartiglio) e apporre l’apposito distintivo -.
Così, dopo i saluti dei due Presidenti, la Prof.ssa Graziella Cirina Puleo, socia accademica di lungo corso, ha iniziato il suo “racconto”.
“Carnevale” – ha precisato – “Deriva dall’espressione latina CARNEM LEVARE (eliminare la carne), perché dopo l’ultimo giorno di carnevale e, quindi, durante la Quaresima, i credenti dovrebbero evitare di mangiare carne “.
Ha, poi, descritto, per sommi capi, le caratteristiche dei due carnevali.
Festaiolo, colorito, allegro quello siciliano – che risale ai primi del ‘600 – con la sua maschera più rappresentativa: Peppe Nappa, espressione di un personaggio pigro e fannullone, dalle toppe sui pantaloni.
Fra le più importanti e suggestive manifestazioni si è apprestata a indicare, particolarmente, quelle di Acireale, Sciacca.
Più intenso e con suggestive venature che, a volte, suscitano un qualcosa di misterioso, quello sardo, il quale è maggiormente rappresentato nella Barbacia, con i suoi incantevoli Mamuthones e Inhoadores.
Ha fatto cenno, Graziella, anche alla giostra equestre della Sartiglia, presente a Oristano. Ma tanti altri aspetti distintivi ha messo in evidenza: gli uni più interessanti e affascinanti degli altri. Non ha trascurato, ovviamente, di accennare alla gastronomia tipica dei due carnevali.
Ha voluto terminare la sua narrazione, invitando tutti a recitare il famoso canto carnascialesco di Lorenzo dei Medici “Il Trionfo dei Bacco e Arianna”.
Un’apoteosi!!
Nel complimentarsi e ringraziare l’accattivante Graziella, i due Presidenti hanno consegnato una targa ricordo e un omaggio floreale.
Le pregevoli e coinvolgenti note musicali del “Duo Pepe Nero” – eclettico binomio artistico – hanno segnato la colonna sonora di un evento che ha coniugato, con straordinaria naturalezza, Amicizia, Armonia, Tradizione, Cultura e Storia.
Alla Prossima!!
ENZO VICARI


