Tex, Magazine: storie sospese tra amore, sogno, amicizia
Romano Pesavento
Dal 25 novembre รจ presente in edicola il Tex Magazine, edito Bonelli, per celebrare degnamente, ancora una volta, i 75 anni dellโinossidabile Aquila della Notte: otto grandi firme del disegno (Fabio Civitelli, Corrado Mastantuono, Maurizio Dotti, Michele Rubini, Stefano Andreucci, Alessandro Bocci, Claudio Villa e Giovanni Ticci) e due sceneggiatori consolidati ed affermati, Mauro Boselli e Giorgio Giusfredi, siglano due avventure di contenuto e stile diametralmente differenti, ma entrambe pure espressione del mondo texiano.
La copertina di Claudio Villa, come sempre icastica, impreziosisce un albo che รจ giร da collezione.
Il West di Tex spesso si popola di presenze e avvenimenti inspiegabili; atmosfere rarefatte e contorni sfumati introducono a dimensioni โaltreโ che il nostro ranger affronta comunque con piglio deciso.
Qui perรฒ anche il granitico Tex sembra vacillare, essere colto dal dubbio amletico: โMorire, dormire. Dormire, forse sognareโ; anche il nostro eroe sembra conoscere momenti di smarrimento e incertezza di fronte al bivio piรน enigmatico e doloroso dellโesistenza. Lโorologio che scandisce il tempo e le ore รจ la chiave del racconto e il fulcro dellโesistenza; ad ogni modo lโamicizia, il senso del dovere, lโamore dissiperanno ogni traccia di fragilitร . Straordinario poter confrontare i diversi volti graficamente โautorialiโ di Aquila della Notte contemporaneamente nello stesso contesto e apprezzare differenti inquadrature / stili narrativi; lโeffetto straniante da โmetaversoโ amplifica i risvolti e moltiplica le letture della vicenda, lasciando il lettore piacevolmente spiazzato.
Nel secondo episodio, troviamo un efficace binomio: il giovane sceneggiatore Giorgio Giusfredi e lo storico disegnatore Giovanni Ticci. La vicenda, apparentemente โtopicaโ, lโennesimo salvataggio da parte di Tex e Kit Willer di sprovveduti avventori in zone pericolose, permette di riflettere sul valore dellโarte e sul candore-ostinazione, che caratterizza, in molti casi, chi le si dedica. Lโarte non conosce gli egoismi e le mediocritร di chi crede che un confine possa delimitare la libertร umana; lโarte scorge lโessenza e la sostanza dellโessere, come potentemente attesta lโimmagine conclusiva in cui Tex paternamente appoggia la mano sulla spalla del figlio, sancendo una trasmissione di valori e intenti ormai acclarata: il giovane seguirร le orme di chi lo precede.

