Appalti: Fillea Cgil Sicilia chiede che “il rinvio a martedì della discussione all’Ars per il recepimento del nuovo codice sia l’occasione per rivederlo”
Pistorio: “La sua applicazione in Sicilia segnerebbe la resa agli interessi criminali”
Palermo, 22 set- Il rinvio a martedì della discussione all’Assemblea regionale siciliana sul recepimento del nuovo codice degli appalti “può essere l’occasione per rivedere una norma che, se applicata in Sicilia, segnerebbe la resa della sana politica agli interessi criminali, riorganizzati per mettere le mani sul sistema dei lavori edili pubblici e privati”. Lo sostiene Giovanni Pistorio, segretario generale della Fillea Cgil regionale. Pistorio sottolinea “le peculiarità del rapporto mafia- politica- pubblica amministrazione nell’Isola”. Un rapporto che definisce “naturale e connaturato, diversamente che in altre parti del Paese” e che “ con le nuove regole, che permetterebbero alla mafia di determinare anche il sistema di ideazione degli appalti, rischia di avere come conseguenza finale il controllo mafioso dei processi e delle istituzioni democratiche per appropriarsi interamente delle attività economiche sul territorio”. La Fillea e la Cgil hanno già a più riprese lanciato il grido d’allarme : “Con una norma che prevede gli affidamenti diretti per appalti sotto i 150 mila euro senza confronto delle offerte e con la procedura negoziata per lavori fino a 5 milioni, che in Sicilia costituiscono il 95% degli appalti – dice Pistorio – il rischio che un intero contesto sociale possa essere occupato da attività assegnate o gestite in maniera illecita è concreto. Non solo l’assegnazione dei lavori- rileva- ma anche il sistema delle forniture, della selezione della manodopera e della formazione professionale”. Il segretario della Fillea regionale sottolinea: “Oggi ci sono amministrazioni che resistono a pressioni e minacce, ma se il codice degli appalti verrà tout court recepito in Sicilia, Cosa Nostra avrà armi in più per cercare di controllare le istituzioni democratiche”. Per Pistorio “il pericolo che si possa ricreare il tavolino di Siino. Ministro dei lavori pubblici di Cosa Nostra è concreto. Soprattutto in Sicilia dove il sistema criminale si è evoluto. Chiediamo che l’allarme lanciato a più riprese da Cgil e Fillea e finora caduto nel vuoto senza neanche un confronto venga raccolto”.


