RICORDI DEL PASSATO
Problemi di STILE
Il 20 marzo 1954 per iniziativa dellì’ing. Domenico Cammarata, allora Ingegnere Capo del Genio Civile, con atto n.1869/727 venne costituito il “Circolo Canottieri Pergusa” che, all’articolo 22 dello statuto. prevedeva “all’atto della sua liquidazione il ricavato doveva essere suddiviso tra i soci residui, in proporzione delle quote versate”.
Il 16 novembre 1962, per iniziativa del dr Nino Liuzzo, allora Primario dell’Ospedale di Enna, con atto n.7757/1266 del 16 novembre 1962 stipulato dal notaio Salvatore Argento, venne costituito il ” Il Club Sci Nautico di Pergusa” che all’articolo 18 stabiliva “tutto quanto risulterà dalla liquidazione verrà ripartito tra i soci”
Io ero stato eletto Presidente delle due società.
Ampliando con la motonautica la sfera di attività, si venne a creare un grosso problema con le rispettive federazioni, che spesso organizzavano per lo stesso giorno manifestazioni diverse.
Per questo motivo decisi di fondere le due società creando il “Club Nautico di Pergusa”, per evitare così l’accavallarsi di manifestazioni diverse nello stesso giorno.
Fusione regolarmente effettuata con la prevista assemblea straordinaria del 17 maggio 1997, con atto 1095/343 del Notaio Luigi Iorio.
Nel nuovo statuto venne da me modificata radicalmente la norma prevista dallo statuto dei due club, che le somme ricavate in sede di liquidazione dovevano essere suddivise tra i soci in proporzione dei versamenti effettuati, mentre la modifica prevista con l’art 22 il nuovo statuto dispone: “In caso di scioglimento della società il patrimonio, al netto di eventuali passività, sarà devoluto a opere di beneficenza”
Senza questa modifica oggi sarei io l’unico superstite beneficiario del patrimonio del club.
Il club non sarà più liquidato, ma potenziato per essere un luogo di cultura con l’integrazione e la modifica statutaria nelle mani di tecnici qualificati.
Ho parlato di problema di stile ed ho pensato di far conoscere ai giovani due miei fatti personali.
Nel 1962 venni nominato Presidente dell’Ospedale Civile di Enna.
Alla fine del primo mese il dr.Guido Trimarchi, direttore Amministrativo. mi portò alcuni mandati da firmare, ultimo quello del compenso di L.100.000 in mio favore.
Alla mia richiesta il dr.Trimarchi mi chiarì che si trattava di una vecchia delibera, che era stata da tempo adottata e regolarmente utilizzata anche dal mio predecessore.
Io strappo la delibera e dico al dr.Trimarchi che ero stato nominato Presidente dell’Ospedale non conoscendo l’esistenza di questa cospicua indennità, negli anni ‘60/70 erano soldi, che nel giro di 12 anni della mia presidenza sarebbero ammontati a circa 15/milioni.
Ho voluto sottolineare questo fatto a distanza di 60/anni, perché ancora potrebbe essere smentito dal Dott. Corrado Corso, allora Vice Ragioniere e successivamente Ragioniere Capo dell’Ospedale-
Questo è quello che è stato realizzato in Ospedale nel periodo della mia Presidenza, ora in completo abbandono con la costruzione del nuovo ospedale: il padiglione di neurologia, la sopraelevazione di tre piani e l’ampliamento del padiglione di chirurgia, la costruzione del nuovo padiglione di Medicina e l’inizio dei lavori del padiglione sevizi che si affaccia sulla Via Trieste.
Il personale in servizio aumentò di circa duecento unità ed i posti letto aumentarono da meno di 150 a 650.
Il mio lavoro venne ripagato con una imputazione di “peculato per la distrazione di L.250.000”, per avere anticipato la somma ad un soggetto per effettuare un corso a Roma, selezionato dall’IBM incaricata di curare la modernizzazione della gestione dei vari servizi, nominativo scelto tra coloro che erano risultati idonei ad un regolare concorso per esami, espletato dall’ospedale qualche mese prima.
Processo conclusosi con “il fatto non costituisce reato”.
Contestualmente, nonostante il favorevole esito del processo, vennero presentate le mie irrevocabili dimissioni.
Altro caso analogo si verificò quando ero Presidente del Comitato Provinciale della Croce Rossa di Enna, incaricato della riorganizzazione dell’Ente, nel periodo in cui si cominciava a parlare dell’istituzione del servizio 118.
La Sicilia era stata suddivisa in diversi bacini ed Enna era stata inclusa con Agrigento e Caltanissetta.
Incaricato di curare la gestione dell’organizzazione del 118 del bacino, ne chiesi ed ottenni il trasferimento da Caltanissetta ad Enna dei relativi uffici, nonostante il Presidente della Regione fosse l’agrigentino Cuffaro e l’Assessore alla Sanità il nisseno Pagano.
Il rapporto CRI-118 creò una certa confusione quando un ispettore della CRI contestò al Comitato di Agrigento l’irregolare pagamento del compenso dato ai volontari che avevano garantito i servizi del 118, senza tener conto che questo servizio esulava dagli obblighi dei volontari occupati.
Verbale trasmesso per conoscenza alla Corte dei Conti che, dopo avere accertato che tutti i comitati di Sicilia avevano operato allo stesso modo, contestò il presunto danno erariale ai Presidenti e direttori dei Comitati Provinciali della CRI di Sicilia.
Il presunto danno da me prodotto era di circa 700/mila euro.
Con una mia lunga memoria contestai tutti i punti sottolineati dall’accusa e la sentenza, dopo avere usato per ogni punto l’espressione è “stato contestato ma è stato dimostrato” riconobbe che la mia gestione non aveva causato quel danno di circa 700/mila euro, bensì un profitto di oltre 350mila euro, indicando anche come questa somma era stata utilizzata.
La sentenza, purtroppo, a chiusura conteneva anche una inspiegabile conclusione: la compensazione delle spese di giudizio.
Essendo stato l’errato comportamento della CRI la causa del giudizio, alla stessa chiesi il rimborso delle spese sostenute e documentate, anche da parte del direttore, dell’importo di Eu 25.000.
Importo che, dopo tanti tentennamenti, ci venne riconosciuto.
Nonostante la lettera pervenutami da parte del Presidente della CRI Barra, oggi Presidente della regione Lazio, ritenni conclusa la mia Presidenza presentando le irrevocabili dimissioni.


