COMUNITA’ ENERGETICHE ….reale opportunità di un fronte unico per il soddisfacimento del fabbisogno di energia delle famiglie.
Non vi dirò che le CER (Comunità Energetiche da rinnovabili) rappresentano un approccio etico al soddisfacimento del fabbisogno energetico, dei territori, poiché l’etica è un concetto avulso dal nostro contesto sociale. Ma è fuori dubbio che trasportare energia, e soprattutto per lunghi tratti nuoce alla salute e all’ambiente.
Ma difronte una sfida epocale che non passa più da concetti di globalizzazione i costi del trasporto dell’energia che incidono grandemente sul paniere della spesa delle famiglie italiane e sugli investimenti dei paesi europei induce a concepire un reale scambio energetico sul territorio di utilizzo e di produzione dell’energia stessa, che non può che essere da fonti rinnovabili.
La Comunità energetica costituisce aldilà dei contributi governativi ed europei il vero punto nodale per una difesa dei consumatori di energia, che sono le famiglie italiane, poiché rappresenta prima di ogni cosa un gruppo di acquisto dell’energia che sul piano della contrattazione e in un oceano di proposte commerciali, si pone come interlocutore forte sulla scorta dei numeri che la comunità stessa rappresenta.
Infatti tra i punti di interesse l’aspetto meno evidente ma di gran lunga maggiore, per le famiglie è proprio quello per cui la comunità costituisce fronte unico rispetto al mercato, sia per la vendita di energia prodotta in esubero sia per il margine di fabbisogno energetico di acquisto che la comunità non è riuscita ad adempiere nella sua produzione e che necessità l’acquisto in rete.
Chi è chiamato a costituire le comunità energetiche? Il primo input è arrivato ai comuni siciliani, dalla regione in recepimento delle delibere nazionali ed europee, nel 2022 tramite un bando che ha finanziato a fondo perduto 311 comuni dell’isola tra i circa 380 che ne fanno parte.
Il finanziamento ha come unico scopo, quello di incentivare la costituzione, di ciò che altrimenti resta un contenitore vuoto, e che si traduce semplicisticamente nell’atto costitutivo ma che fondamentalmente rappresenta la sostanzialità e la buona riuscita di qualcosa che ha enormi potenzialità sia di guadagno, nell’attrattiva degli investitori, sia di risvolto politico nell’interesse della collettività.
I comitati cittadini, negli interessi che rappresentano, coscienti della delicatezza e dell’importanza che la fase iniziale rappresenta hanno chiamato, esperti quali l’ingegnere Messina , per la parte tecnica e Toto Puglisi, responsabile dei contratti di rete, ha garantire che le dinamiche tecniche siano rispettate sin dall’atto costitutivo e che i risvolti economici, immediati, ricadano sul territorio senza che lo stesso sia al solito predato da artigiani delle provincie vicinore o ancor peggio aldilà del territorio regionale.
E’ ovvio che la provincia di Enna sia dal punto di vista progettuale sia dal punto di vista artigianale è in grado, nonostante la vocazione esterofila di qualcuno, di garantire le giuste competenze.
Il 14 aprile ore 16:00 si terra un convegno, presso l’ex convento dei cappuccini, dove si svilupperà e si tratterà sull’argomento, a cui sono invitati i cittadini, politici e chiunque per la propria funzione e vocazione ha a cuore la res pubblica.


