Da tanto tempo si è parlato di possibili elezioni anticipate, ma nessuno ha mai pensato di modificare quel mostro di legge che aveva il nobile scopo di agevolare la composizione di aggregazioni, nel tentativo di vedere realizzato un sistema bipolare.
Il problema non è stato sollevato da questa sinistra orfana di Renzi ideatore del sistema, quando il suo partito di allora ne doveva essere il beneficiario, nè dalla destra che, seguendo l’andamento dei sondaggi, pensava di poterla invece utilizzare, come la sta utilizzando, in queste elezioni.
Questa legge è stata approvata in via definitiva al Senato il 26 ottobre 2017,alla vigilia delle passate elezioni, e sostituiva la precedente legge elettorale italiana del 2015, nota come Italicum e la legge Calderoli, soprannominata Porcellum, ambedue soggette a pronunce di parziale incostituzionalità da parte della Corte costituzionale.
Il risultato è stato completamente diverso da quello che coloro i quali risultavano i proponenti si erano prefisso: la possibilità di creare un sistema bipolare di coalizione che avrebbe potuto, con gran parte delle liste collegate tra loro, governare il nostro paese.
L’effetto, purtroppo, è stato ben diverso e in occasione di queste elezioni il nostro auspicato sistema bipolare è formato da ben 38 diverse liste, in minima parte collegate tra loro, con il non fondato dubbio che mentre allora fu inaspettatamente il Movimento 5 Stelle a riempire il Parlamento, mentre questa volta, quasi certamente, sarà riempito dalla destra.
Oltre cento i simboli presentati e 38 liste a livello nazionale.
angiolo alerci


