Nibali verso l’addio: la carriera d’oro del campione siciliano
Ci sono dei personaggi che, in un modo o nell’altro, sono destinati ad entrarti dentro, il cui nome è destinato a terminare e a restare nella storia. Questo è il caso di Vincenzo Nibali, una figura che ha avvicinato tante persone al ciclismo, uno sport che in Italia e nel mondo non ha di certo lo stesso risalto mediatico di altre discipline. Il suo addio è struggente, commovente, già nostalgico. L’Italia dello sport perde un altro campione, un campione che evidentemente ha saputo cogliere il momento giusto per dire basta e per non rischiare di macchiare neanche minimamente una carriera piena di successi e di soddisfazioni. Ormai è ufficiale: Nibali, 37 anni, dichiara, alla sua undicesima corsa rosa, che la sua avventura da ciclista professionista è definitivamente terminata. Sottolineiamo definitivamente, perché non sono previsti assolutamente ripensamenti da parte dell’atleta azzurro. Il suo legame con il ciclismo è fortissimo, indissolubile e lo dimostra il fatto che il ragazzo, a soli 15 anni, si è allontanato da casa per imparare al meglio il mestiere in Toscana.
Lì si è fatto le ossa e ha imparato a perdere e a soffrire più che a vincere e a gioire. Nonostante il peso delle biciclette sia notevolmente diminuito rispetto al passato, resta il fatto che il ciclismo è senza ombra di dubbio uno degli sport più faticosi in circolazione. L’addio di Nibali è pungente, soprattutto perché siamo in un periodo storico in cui i ciclisti italiani stanno facendo una fatica enorme ad emergere. Vedere lo Squalo nel gruppo degli azzurri teneva alto il morale e gli dava più credito anche nel panorama delle scommesse sportive in rete, ma questo non sarà più possibile. La scossa c’è stata, ma da qui a dire che sarà utile per scuotere la nuova generazione di ciclisti ce ne passa.
Dev’essere da esempio il percorso effettuato da Nibali, colmo di vittorie e di successi realmente importanti. Questo straordinario campione conta 54 vittorie da professionista, tra cui 2 Giri d’Italia, il Tour de France del 2014 e la Vuelta del 2010. Vincenzo Nibali è anche uno dei sette colossi ad essere riusciti a vincere tutte e tre le grandi corse a tappe, tra le quali rientrano il Giro d’Italia, il Tour de France e la Vuelta di Spagna. Ripensando all’approccio al professionismo di Nibali, molto timido ed impacciato, sembra incredibile pensare a ciò che è diventato oggi, a quanti passi in avanti ha compiuto grazie ad un processo di maturazione veramente significativo.
Dalle incertezze del 2005 ai successi ottenuti nell’ultimo decennio il passo non è poi così poco breve. Non a caso, parliamo del primo italiano, dopo Marco Pantani, ad aver ottenuto la maglia gialla. Se dovessimo fare un confronto con qualcuno del passato, faremmo realmente fatica. Dal punto di vista caratteriale, la figura che più gli assomiglia è quella di Felice Gimondi. Mentre Pantani badava anche allo spettacolo, Nibali, dopo una crescita costante e graduale, ha dimostrato di essere incisivo, concreto e di poter competere perennemente ad altissimi livelli.


