Alghe in piscina: le regole per una corretta prevenzione
La proliferazione di alghe è un problema che presto o tardi interessa chiunque possieda una piscina. I tipi di alghe conosciuti sono migliaia e alcuni di questi possono essere molto aggressivi e dannosi per la piscina, fino a richiedere interventi dispendiosi in termini economici e di tempo. Purtroppo, anche nelle piscine pulite e tenute correttamente può manifestarsi questo problema, perché a volte i fattori che determinano la formazione di alghe sfuggono al nostro controllo.
Fin quando si mantiene un buon equilibrio chimico dell’acqua e si rispettano le normali procedure di sanificazione, le alghe non dovrebbero formarsi. Ma a volte basta una fessura della piscina difficile da pulire e da vedere e nel giro di poco tempo ci si ritrova sopraffatti da una fioritura sgradevole e imprevista. Di solito ci si accorge della sua presenza perché l’acqua assume un colore diverso dal normale e ne viene alterata la trasparenza.
Vediamo allora quali sono alcune misure preventive che si possono adottare per ridurre al minimo i rischi di formazione di alghe in piscina.
Il controllo dei parametri chimici dell’acqua
La prima misura preventiva consiste in una regolare manutenzione della piscina. In quest’ottica è fondamentale soprattutto il trattamento dell’acqua, che consiste in un controllo costante dei parametri chimici, al fine di individuare in tempo eventuali alterazioni che possono essere la spia di qualcosa che non va. Più frequentemente si esegue l’analisi dei valori chimici dell’acqua (l’ideale sarebbe effettuare la misurazione almeno due volte alla settimana nella stagione estiva), più si riducono le probabilità che le alghe diventino un problema di difficile soluzione.
Per misurare i parametri chimici dell’acqua si possono acquistare dei kit appositi, che comprendono strumenti per tenere sotto controllo i due valori più importanti: cloro e pH. Oltre a questi, altri valori significativi sono l’alcalinità e la temperatura. Il pH è un valore che misura l’acidità o basicità di una soluzione e in condizioni ottimali dovrebbe attestarsi tra 7 e 7.8, uno squilibrio di questo valore potrebbe causare problemi alla pelle o agli occhi di coloro che usufruiscono della piscina. Il cloro è il disinfettante più diffuso per la sterilizzazione degli impianti ed è disponibile sia nella variante in pastiglie che in polvere. I valori di cloro libero possono variare tra 0.6 e 1.8 mg/l. L’alterazione dei valori chimici può essere un problema perché un’acqua con pH acido può corrodere le componenti metalliche dell’impianto, mentre un pH basico comporta un aumento del calcare e una minore efficacia delle misure di pulizia, il che agevola la formazione di alghe.
Sul mercato sono disponibili misuratori elettronici e manuali. I primi sono sicuramente più precisi, mentre i secondi sono più approssimativi ma sono comunque molto diffusi visto il loro costo irrisorio. Misurare i valori chimici dell’acqua della piscina non è difficile: se nel caso del misuratore elettronico l’operazione è automatica, nell’utilizzo di tester manuali basta aggiungere una sostanza chimica a un campione d’acqua, in base al colore assunto dal liquido otterremo il valore del parametro che ci interessa.
La rimozione dei fosfati
Un’altra condizione che favorisce la fioritura delle alghe è data dalla presenza dei loro principali nutrienti. Con un comune test dell’acqua si può rilevare il livello dei fosfati nell’acqua, che non dovrebbe essere superiore ai 100ppb. Il rapporto ideale tra fosforo e azoto è 1:16 (per fosfato/nitrato sarebbe di circa 1:10). Al di fuori di questo intervallo si può verificare una crescita notevole di alghe, soprattutto di alghe azzurre. Anche questo valore, quindi, non è da trascurare, e in caso di risultati negativi bisogna procedere alla rimozione dei fosfati in eccesso.
L’utilizzo di alghicidi
Utilizzare gli alghicidi è una buona norma non soltanto quando il problema delle alghe si manifesta, ma anche quando si desidera prevenirlo. La frequenza di utilizzo del prodotto varia a seconda delle dimensioni della piscina e dell’uso che se ne fa. L’ideale sarebbe usarlo una volta a settimana per tutta l’estate, preferibilmente di sera per lasciarlo agire tutta la notte (fonte: quando usare l’antialghe per piscina). In fase di prevenzione, ne bastano piccole quantità per eliminare sul nascere le colonie di alghe prima che abbiano il tempo di moltiplicarsi. Per non sbagliare, occorre scegliere antialghe per piscine e idromassaggi per un uso professionale, con i quali anche un dosaggio leggermente più elevato del previsto non rischia di causare effetti indesiderati come schiuma o macchie sulle pareti.
Altre misure preventive
Tra le ulteriori misure preventive, si ricorda l’importanza di eseguire abitualmente i trattamenti shock da cloro, con i quali si inseriscono in acqua elevate quantità di cloro per alcune ore, per effettuare un’igienizzazione approfondita e rimuovere tutte le sostanze contaminanti. Inoltre, la piscina va controllata spesso nella sua interezza, verificando con regolarità che non si formino crepe o incisioni nel cemento. In questi casi, infatti, le alghe trovano l’habitat perfetto per crescere e moltiplicarsi, in quanto si tratta di zone nascoste, difficili da pulire e quindi più esposte all’attacco di organismi nocivi.


