DRAGHI ROMPA IL SILENZIO
Il 16 marzo 2021, esattamente circa un anno fa, in una nota dal titolo “L’errore di Draghi” pubblicato su diversi giornali on line e inserito alle pagine 61/65 del mio VII volume di Cronaca e riflessioni sulla politica italiana scrivevo, tra l’altro:
“Un governo come quello attuale, che non consente nel suo interno un serio confronto per pervenire ad una giusta mediazione, non sarà in grado di risolvere gli urgenti problemi che da tempo sono in grande evidenza.
La larga eterogenea maggioranza ha dato vita a questo Governo, non per risolvere i problemi ma per tentare di salvare questa legislatura, dal momento che i parlamentari, sia di Camera che di Senato sanno che, almeno l’80% di loro, con le nuove elezioni resterà a casa.
Se Draghi, a causa della nostra situazione politica attuale, non riuscirà a “salvare la Patria”, un altro grosso danno è alle porte: Draghi avrà bruciato tutte quelle carte che lo indicavano come il più autorevole nome per l’elezione del prossimo Presidente della Repubblica.
Dopo il danno anche la beffa”.
Il ritiro della candidatura di Berlusconi, invece di chiarire la situazione in vista dell’elezione del nuovo Presidente della Repubblica, ne sta complicando la soluzione.
Draghi se veramente è stato l’uomo giusto che al momento giusto si è dimostrato disposto ad assumere la carica di Presidente del Consiglio per risolvere alcuni importanti problemi, non può con il suo silenzio aggravare la già confusione esistente.
Se veramente è quell’uomo di Stato da molti descritto, oggi ha un solo dovere: quello di comunicare la sua indisponibilità a concorrere al gioco dell’ elezione del Presidente della Repubblica e di rimanere nel suo incarico di Presidente del Consiglio, per completare quell’opera da lui bene iniziata.


