Accadde a Novembre
Di Giuseppe Sammartino
Alla fine del secondo conflitto mondiale la Sicilia, segnata da morte e misera, prova a risorgere dalle macerie materiali e umane. Pino Sammartino, leonfortese di nascita , residente a Nissoria con casa ad Assoro, impegnato nella vita politica e culturale della comunità ennese, ha romanzato le vicende di due giovani, il conte Luigi Mantegna e la popolana Francesca Prezzavento. La loro vicenda si intreccia alla Storia del Paese e si dipana fra la dignitosa povertà di Francesca e le gesta del libertino Luigi, fra la vita che prepotentemente si impone contro pregiudizi e orgoglio di casta e la gerarchizzazione di una Sicilia feudale, che lentamente arranca verso la modernità. Il professore Sammartino ha celebrato, nella sua ultima fatica, la fede nella Chiesa e il culto della famiglia: tradizionale e intimamente patriarcale, senza cedere alle tentazioni aperturiste. “La parità fra uomini e donne è d’obbligo, ma senza esagerare” ha detto il professore Sammartino colloquiando con il suo editore, Emilio Barbera. Nelle pagine di Accadde a Novembre i personaggi agiscono secondo un ruolo dato ed echeggia nelle parole di nonna Angela la classificazione sciasciana dell’umanità intera: “ Gli imbecilli” che sono differenti dagli scemi e dai cretini sono coloro che credono di essere nel giusto e “spesso non capiscono nemmeno quello che dicono o che ascoltano, poiché il loro cervello non gli fa dire e pensare alcunchè di diverso da quello che reputano di sapere soltanto loro”. Questi dice la saggezza del prof. Sammartino per voce di nonna Angela. Gli imbecilli “vanno allontanati per il motivo che ti avvelenano la giornata con le loro stupidaggini”. La vicenda dei due giovani, attraverserà i decenni della rinascita economica e sociale della Sicilia e arriverà, ai giorni nostri con una donna portatrice di Giustizia e Verità, che avrà la nobiltà d’animo e la cultura dei due genitori, così apparentemente diversi e tanto profondamente legati.
Gabriella Grasso
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