Calcio MISTER GIUSEPPE PAGANA ritorna da allenare il TROINA “Una scelta dettata dall’amore che nutro per questa maglia” – di Totò Bertino
Giuseppe Pagana è nato a Troina 44 anni fa, di ruolo attaccante. Inizia la sua carriera da calciatore nelle giovanili del Troina sino alla prima squadra. Nella sua carriera ha vestito maglie importanti come Paternò, Atletico Catania, Acireale, Gallipoli e Val di Sangro arrivando a giocare diverse partite in cadetteria nella stagione 2004-2005 con la maglia del Bari. Ma quando si dice che al cuore non si comanda, Pagana è proprio il caso di dirlo visto che infatti appenderà le “scarpette al chiodo” proprio con la maglia con cui ha iniziato, il Troina. Con questa squadra inizia anche la sua carriere da allenatore, vincendo due campionati di Promozione nella stagione 2014-2015 e di Eccellenza nella stagione 2016-2017, arrivando in serie D e alla prima partecipazione con la stessa squadra sfiora la promozione in serie C, perdendo lo spareggio contro la Vibonese. Successivamente per lui le panchine di Siracusa in serie C e Acireale in serie D e trovando in quest’ultimo come avversario proprio il Troina.
Bentornato Mister, vorrei intanto ringraziarla per la disponibilità per l’intervista. “Certi amori fanno dei giri immensi e alla fine ritornano” possiamo dirlo anche su di lei? Dopo anni ritorna ad allenare il Troina, squadra con il quale ha sfiorato la promozione in Serie C. Cosa l’ha spinto ad accettare questo incarico?
“ E’ proprio vero, certi amori fanno dei giri immensi e alla fine ritornano. Per la situazione che si è venuta a creare sono consapevole che sarà difficilissimo. E’ stata una scelta dettata dall’affetto e dell’amore che nutro per questa maglia e per il mio paese. Sarà una sfida personale a livello lavorativo, ho accettato anche per l’ambiente e per le persone che me l’hanno chiesto, in questo momento hanno bisogno di una mano e io non mi tiro mai indietro”.
Il Troina inizierà la prossima stagione con una penalizzazione di 10 punti, crede che l’esperienza maturata a Siracusa e ad Acireale possa esserle utile per colmare questo svantaggio iniziale?
“Appunto per i 10 punti di penalizzazione sarà difficile affrontala, ma a me piacciono le sfide. Non solo Acireale e Siracusa, faccio l’allenatore da 13 anni, cercherò di portare le mie conoscenze e le mie esperienze a servizio della mia squadra”.
Dopo i primi allenamenti, che impressione ha avuto sui ragazzi? Il gruppo è pronto per la prossima stagione o serve ancora qualche innesto?
“Anche se siamo partiti in ritardo, dai primi allenamenti vedo che i ragazzi hanno voglia di fare bene e tanta voglia di lavorare. L’organico va ancora completato, la società mi ha garantito che quando prima lo farà. Mi fido di loro. Nel calcio non si fanno miracoli, serve una buona squadra per fare un buon campionato, servono giocatori di carattere e di qualità”.
4-A quale allenatore si ispira?
Non c’è solo un allenatore a cui mi ispiro. Mi piace il calcio a 360°, guardo un pò tutti gli allenatori e cerco di rubare qualcosa da tutti. Il calcio non è una scienza ma è un modo di vedere e ogni allenatore ha il proprio. Bisogna essere bravi a saper cogliere qualcosa dagli altri”.
PARLIAMO DEL PAGANA CALCIATORE…
Quale persona ha avuto maggiore influenza sulla sua carriera?
“Dal punto di vista tecnico senza dubbio Pasquale Marino. Dal punto di vista umano mio padre e mia madre, mi sono sempre stati vicini senza mai forzare le mie scelte, mi hanno sempre sostenuto nei momenti di difficoltà. Vorrei citare tante altre persone, ad esempio il mio allenatore nel settore giovanile del Troina che mi ha lanciato nel mondo dei grandi, Mister Turi Di Stefano, ma anche Mister Campanella, Auteri, insomma un pò tutti gli allenatori che ho avuto mi hanno lasciato qualche insegnamento”.
Quale partita ricorda con più piacere e perché?
Sicuramente la partita contro il Foggia, ai tempi del Paternò, lo stadio era pieno, era la finale Play-off che ci ha permesso di coronare il sogno di arrivare in Serie C1, per la prima volta il Paternò è tra i professionisti è stata una scalata dall’ Eccellenza alla Serie C1, questi sono senza dubbio ricordi indelebili”.
Dopo l’Acireale, per lei è arrivata la chiamata del Bari, in Serie B, ci racconti la sua prima partita allo stadio “San Nicola”.
Si dopo Acireale c’è stato Bari, neanche fatto apposta, la prima partita ufficiale è stata in Coppa Italia contro l’Acireale. Indubbiamente è stata una bella esperienza, giocare allo stadio “San Nicola” di Bari con la maglia numero 10 sulle spalle, una maglia indossata da giocatori importanti, ed è stato motivo di orgoglio e soddisfazione. Una carriere iniziata in 1°categoria fino alla Serie B senza che nessuno mi abbia mai regalato niente, anche se ci sono arrivato in ritardo, a 27 anni, ripeto è stata una bellissima esperienza, quella sera ho avuto modo di riabbracciare gente con il quale qualche mese prima avevo giocato la seminale play-off contro la Viterbese”.
Tantissima esperienza alle spalle, calciatore dalla 1°Categoria alla Serie B, che consiglio si sente di dare ai giovani, che vorrebbero intraprendere la carriera di calciatori?
“Si potrebbero dare tanti consigli, purtroppo il mondo cambia velocemente e i ragazzi di oggi non sono più quelli di una volta, più dare un consiglio ai giovani, lo darei ai più grandi, devono dare i giusti consigli e devono indirizzarli verso la giusta strada, tante volte vogliono tutto e subito, non hanno pazienza, direi a loro di lavorare tanto e di maturare non tanto dal punto di vista tecnico bensì su quello umano”.
E’ stato un piacere aver potuto scambiare qualche parola con lei, in bocca al lupo per la prossima stagione.
“Grazie a te, crepi il lupo”.


