Una difficile situazione che si trascina ormai da diversi mesi e che pare purtroppo sia destinata a peggiorare. E’ quella della mancanza di medici per i turni nelle guardie mediche presenti nei diversi comuni della provincia e che hanno portato in diverse alla sospensione del servizio, alcune per qualche giorno, altre con una frequenza maggiore, mettendo così a rischio il diritto alla salute di quelle comunità dove è accaduto. Nei giorni scorsi sui riflettori della cronaca era andato il Comune di Valguarnera dove un giornale online locale aveva anticipato la preoccupazione rivelatasi poi reale ed addirittura prendendosi delle critiche per aver causato un “eccessivo allarmismo” della sospensione della locale Guardia Medica. Ma come era stato in modo preoccupante preannunciato è stato comunicato che la Guardia Medica di Valguarnera rimaneva chiusa sino alle 20 di ieri sera proprio per mancanza di medici. E chi avesse avuto necessità di assistenza sanitaria non rimaneva altro che recarsi al Pronto Soccorso degli Ospedali Umberto I di Enna o Chiello di Piazza Armerina. E sabato scorso lo stesso problema si è ripetuto anche per la Guardia Medica di Enna alta dove sulla porta d’ingresso è stata affissa una comunicazione che informava gli utenti dell’interruzione del servizio per la stessa giornata sempre per lo stesso motivo come avvenuto a Valguarnera (garantendo solo il Pronto intervento Pediatrico) e si consigliava agli utenti che ne avessero avuto di bisogno di recarsi al Pronto Soccorso dell’’Umberto I. Ma il problema della carenza di medici di Guardia Medica con conseguente sospensione del servizio in questi mesi è già accaduto in diversi comuni, da Catenanuova, ad Aidone, Villarosa. Addirittura a Barrafranca proprio per questo motivo la Guardia Medica è di fatto chiusa. Così le persone se hanno di bisogno chiamano il 118 anche per una semplice una visita domiciliare. Ma le sofferenze di mancanza di personale medico si riscontrano anche nel 118 e dove ci sono le ambulanze medicalizzate si vivono momenti di grande difficoltà. E considerando che siamo in piena estate la situazione potrebbe diventare ancora più pesante. Il motivo di tutto ciò come conferma il Direttore Sanitario dell’Asp Emanuele Cassarà è dovuto al fatto che parecchi medici che sono stati in precedenza impegnati nelle guardie mediche si sono riversati adesso sul servizio area Covid dell’Usca (Unità speciali di continuità assistenziale). Quindi se da un lato si è “vestito” un servizio come quello dell’Usca, dall’altro si è “svestito” quello delle guardie mediche. “E’ una situazione difficile quella che si sta verificando non solo sul nostro territorio ma per tante altre Asp nell’isola – commenta Cassarà – noi come azienda non più tardi di ogni due settimane pubblichiamo dei bandi per il reperimento di medici per il servizio di Guardia Medica – continua Cassarà – ma non è assolutamente facile riuscire a trovare il personale. Con l’assessorato stiamo cercando di trovare delle soluzioni che possano essere incentivanti per i medici che andranno a svolgere questo servizio”.


