(ANSA) – PALERMO, 09 LUG – «Siamo appena all’inizio
dell’estate, ma già si registrano decine e decine di roghi, da
Ragusa ad Enna, da Menfi a Scopello. In quasi tutte le province
si sono levate alte le fiamme e ancora una volta, l’ennesima, la
Sicilia non è attrezzata. La situazione peggiora di anno in
anno, sia per l’aumento delle temperature che per mano dei
troppi delinquenti che appiccano indisturbati il fuoco. Ma anche
la Regione non è esente da responsabilità, con gli stessi errori
e gli stessi annosi ritardi». Così Legambiente Sicilia commenta
la nuova catena di incendi che si registra nell’isola.
«Lo scorso novembre, quindi ampiamente in anticipo –
prosegue la nota -, Legambiente Sicilia ha presentato un primo
documento di analisi dello specifico contesto regionale e di
proposte, che ha presentato a tutte le istituzioni regionali,
per adottare alcune misure urgenti come prima risposta alle
devastazioni di questi anni. Fra le proposte, rendere
obbligatoria la redazione dei piani di gestione forestale
sostenibile; introdurre il divieto tutto l’anno della bruciatura
in pieno campo delle stoppie; estendere il divieto di pascolo
per 10 anni su tutte le aree con vegetazione naturale e agraria
percorse dal fuoco; la decadenza per 10 anni da ogni beneficio
finanziario per le aziende agricole, forestali e pastorali la
cui superficie nell’anno è stata interessata dal fuoco per una
percentuale superiore al 5%; nei comprensori a rilevanza
turistica, la chiusura per 5 anni ad ogni attività di fruizione
e del tempo libero delle aree percorse dal fuoco ricadenti
all’interno di parchi, riserve e demani forestali». «Queste
misure, tra l’altro, – conclude la nota -sarebbero un deterrente
per azioni criminose. Legambiente ha rinnovato la richiesta alla
Regione di disporre una immediata e seria indagine ispettiva per
verificare l’esistenza presso i Comuni di catasti degli incendi
aggiornati. Ma nulla di tutto questo è stato fatto». (ANSA).
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